SPESE SANITARIE AL SISTEMA TS ENTRO IL 30 SETTEMBRE. ATTENZIONE ALLE SANZIONI

Una sanzione di 100 euro per ogni “comunicazione” ovvero per ogni singolo documento di spesa errato, omesso o tardivamente inviato al Sistema Tessera Sanitaria. L’ Agenzia delle Entrate ha spiegato come ravvedersi, precisando la definizione di “comunicazione” da adottare ai fini sanzionatori per “rimediare” a eventuali inadempimenti. Chiarimenti che è utile ricordare in vista della scadenza per l’invio al sistema TS dei dati delle spese sanitarie relative al primo semestre 2022. Il termine per la trasmissione è fissato al 30 settembre 2022.

La multa può arrivare sino a un massimo di 50.000 euro, senza possibilità, per espressa previsione normativa, di applicare il cumulo giuridico di cui all’art. 12, D.Lgs. n. 472/1997.

Ormai dal 2016 tutte le strutture e le figure professionali che erogano prestazioni sanitarie sono obbligate ad inviare al Sistema Tessera Sanitaria (TS) le fatture emesse nei confronti dei propri pazienti. La platea dei soggetti interessati a tale obbligo è ampia: aziende sanitarie locali, aziende ospedaliere, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, policlinici universitari, farmacie, pubbliche e private, presidi di specialistica ambulatoriale, strutture per l’erogazione delle prestazioni di assistenza protesica e di assistenza integrativa, altri presidi e strutture accreditati per l’erogazione dei servizi sanitari e gli iscritti all’Albo dei medici chirurghi e degli odontoiatri; tutti gli altri soggetti individuati successivamente dal D.M. 1° settembre 2016, D.M. 22 marzo 2019, D.M. 22 novembre 2019 e D.M. 16 luglio 2021.

Questi soggetti devono inviare al Sistema TS i dati relativi alle prestazioni sanitarie erogate nei confronti delle persone fisiche, ai fini della loro messa a disposizione dell’Agenzia delle Entrate che li utilizza per l’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata.

I dati da trasmettere al Sistema TS riguardano le ricevute di pagamento, gli scontrini fiscali e gli eventuali rimborsi relativi alle spese sanitarie e veterinarie sostenute da ciascun assistito.

Per l’anno 2022 l’obbligo per l’invio dei dati delle spese sanitarie rimane, sotto un profilo temporale, con una cadenza semestrale (diverrà mensile dal 2023). Per il primo semestre del 2022 la scadenza è fissata al 30 settembre 2022.

Occorre attivarsi, per non incorrere nel caso nella multa di 100 euro.

Quando inviare le spese sanitarie al sistema TS

Il decreto del MEF del 31 luglio 2015 ha definito le specifiche tecniche e le modalità operative relative alla trasmissione telematica delle spese sanitarie al Sistema TS, nonché stabilito che la trasmissione dei dati debba essere effettuata entro e non oltre il mese di gennaio dell’anno successivo a quello in cui è stata effettuata la spesa dall’assistito.

Il calendario per l’invio dei dati è stato riscritto dall’art. 7, comma 1, D.M. 19 ottobre 2020, come modificato dall’art. 2 del D.M. 2 febbraio 2022.

PERIODOTERMINI INVIO AL SISTEMA TS
2020entro l’8 febbraio 2021
2021(spese 1° semestre) entro il 30 settembre 2021
(spese 2° semestre) entro l’8 febbraio 2022
2022(spese 1° semestre) entro il 30 settembre 2022
(spese 2° semestre) entro il 31 gennaio 2023
2023entro la fine del mese successivo alla data del documento fiscale

L’invio delle spese relative all’anno 2022 ha cadenza semestrale:

– entro il 30 settembre 2022 per i documenti di spesa pagati nel periodo dal 1° gennaio 2022 al 30 giugno 2022; eventuali variazioni potranno essere inviate entro il 6 ottobre 2022;

– entro il 31 gennaio 2023 per i documenti di spesa pagati nel periodo dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2022; eventuali variazioni potranno essere inviate entro il 7 febbraio 2023.

Dal 2023, invece, la trasmissione dei dati avrà cadenza mensile, salve nuove modifiche.

Come inviare le spese sanitarie al sistema TS

Con riferimento alle modalità di invio dei dati di spesa al sistema TS, la trasmissione può avvenire tramite:

– sito web: mediante l’utilizzo della pagina web dedicata, data entry di ogni singola spesa sul sito www.sistemats.it;

– web service sincrono: invio di ogni singola spesa;

– web service asincrono: invio di un file zip, contenente un file xml, con uno o più documenti.

Il concetto di comunicazione ai fini della violazione

La risoluzione n. 22/E/2022 ha chiarito qual è la corretta interpretazione del termine “comunicazione” quando la norma che definisce il regime sanzionatorio dispone l’applicazione di una “sanzione di euro 100 per ogni comunicazione” nel caso di ricorso all’istituto del ravvedimento operoso – in caso di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria.

In particolare, ai fini applicativi delle sanzioni per la violazione, diventa necessario capire se tale espressione sia riconducibile:

– al singolo documento di spesa contenuto in ciascuna comunicazione;

– al singolo file delle spese mediche inviato a tessera sanitaria;

– alle spese per ciascun codice fiscale inserito nel file;

– ad altro.

L’Agenzia delle Entrate richiama l’art. 3, comma 5-bis, D.Lgs. n. 175/2014 che regolamenta proprio la violazione degli obblighi di comunicazione al Sistema TS stabilendo che “in caso di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati di cui ai commi 3 e 4 si applica la sanzione di euro 100 per ogni comunicazione, in deroga a quanto previsto dall’articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, con un massimo di euro 50.000. Nei casi di errata comunicazione dei dati la sanzione non si applica se la trasmissione dei dati corretti è effettuata entro i cinque giorni successivi alla scadenza, ovvero, in caso di segnalazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, entro i cinque successivi alla segnalazione stessa. Se la comunicazione è correttamente trasmessa entro sessanta giorni dalla scadenza prevista, la sanzione è ridotta a un terzo con un massimo di euro 20.000”.

Inoltre, è prevista l’applicazione di un’apposita sanzione in misura fissa, pari a 100 euro, nei casi di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati.

Ciò premesso, l’Agenzia chiarisce opportunamente che il concetto di “comunicazione” contenuto nella norma sanzionatoria attiene a ogni singolo documento di spesa errato, omesso, o tardivamente inviato al Sistema TS, a nulla rilevando il mezzo di trasmissione (uno o plurimi file), o il numero i soggetti cui i documenti si riferiscono.

Sanzione e applicazione del ravvedimento operoso

L’analisi alla normativa che regolamenta da un lato la trasmissione dei dati al Sistema TS e dall’altro le violazioni commesse in riferimento a tale obbligo porta a definire il seguente quadro.

La sanzione di 100 euro si applica per ogni singolo documento di spesa, senza possibilità, per espressa previsione normativa, di applicare il cumulo giuridico.

In riferimento alla sanzione, la stessa resta definibile mediante l’istituto del ravvedimento operoso

– utilizzando il codice tributo 8912 “Sanzioni pecuniarie relative all’anagrafe tributaria al codice fiscale alle imposte sui redditi alle imposte sostitutive all’IRAP e all’IVA”;

– se la comunicazione è correttamente trasmessa entro 60 giorni dalla scadenza prevista.

La sanzione base su cui applicare le percentuali di riduzione del ravvedimento in tal caso è data dalla sanzione ordinaria ridotta a 1/3 con un massimo di 20.000 euro.

Per ulteriori informazioni contattare i nostri uffici. Tel. 0574 40291

DAL 30 GIUGNO 2022 SANZIONI IN CASO DI MANCATA ACCETTAZIONE DEI PAGAMENTI ELETTRONICI

L’obbligo riguarda i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali

A decorrere dal 30 giugno 2022, nei casi di mancata accettazione di un pagamento, di qualsiasi importo, effettuato con una carta di pagamento da parte di un soggetto obbligato, si applica nei confronti del medesimo soggetto la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma pari a 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento.

Sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di pagamento, relativamente ad almeno una carta di debito e una carta di credito, i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali; tale obbligo non trova applicazione nei casi di oggettiva impossibilità tecnica. L’obbligo di accettazione delle carte di pagamento, relativamente ad almeno una carta di debito e una carta di credito, si estenderebbe anche alle carte prepagate.

Pur non essendo stati forniti dalle Istituzioni competenti chiarimenti in merito, l’interpretazione che sembra essersi ormai consolidata è quella secondo cui l’esercente o il professionista devono accettare almeno una tipologia di carta di debito o di carta di credito (identificate dal marchio del circuito di appartenenza). Non sarebbe quindi richiesta l’accettazione di tutti i pagamenti digitali, ma, nel momento in cui l’esercente aderisce a un circuito, dovrà sempre accettare i pagamenti con strumenti appartenenti a quel circuito, pena il rischio di incorrere nella sanzione. Per quanto il decreto imponga l’accettazione di almeno una tipologia (con riferimento all’adesione a un circuito) di carta di credito e di debito, è comunque verosimile che la banca prescelta in quanto fornitrice dei servizi di pagamento aderisca a più circuiti, mettendo dunque l’esercente o il professionista nella condizione di poter di accettare più carte di credito e più carte di debito.

Con riferimento ai casi di oggettiva impossibilità tecnica a ricevere pagamenti con carte di credito e di debito a mezzo POS, è ovviamente necessario comprendere cosa si intenda per “oggettiva impossibilità tecnica”, al fine di inquadrare le ragioni specifiche atte ad evitare l’irrogazione delle sanzioni previste. Tra queste sicuramente rientra l’impossibilità di accettare il pagamento a causa dell’interruzione del servizio di erogazione dell’energia elettrica, situazione senza dubbio oggettiva, mentre le questioni inerenti la mancata connessione con la rete internet daranno luogo a maggiori problematiche, legate ad aspetti anche di natura soggettiva.

L’accertamento delle violazioni avverrà a cura degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria, nonché degli organi addetti al controllo sull’osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista l’irrogazione della sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma di denaro. Non è prevista la possibilità di effettuare il pagamento della sanzione amministrativa in misura ridotta.

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LAVORATORI OCCASIONALI: INDICAZIONI OPERATIVE SULLA COMUNICAZIONE OBBLIGATORIA

L’Ispettorato comunica i contenuti e le modalità delle comunicazioni per l’assunzione di lavoratori autonomi occasionali

In sede di conversione del Decreto-legge n. 146/2021, il c.d. Decreto-fiscale 2022, il Governo ha introdotto l’obbligo di comunicare in via preventiva l’instaurazione di un rapporto di lavoro di tipo occasionale, secondo modalità analoghe a quelle già previste per il lavoro a chiamata di cui all’art. 15 del D.Lgs n. 81/2015.

L’Ispettorato precisa, innanzitutto, che la nuova normativa si applica ai soli soggetti che operano in qualità di imprenditori, sono quindi esclusi dell’obbligo di comunicazione preventiva in caso si avvalgano di lavoratori autonomi occasionali i liberi professionisti, gli studi professionali, le fondazioni, le associazioni ed ogni altro soggetto che non riveste tale qualifica.

Il contenuto della comunicazione

La comunicazione copre i 30 giorni di calendario, anche frazionati, successivi alla data di inizio della prestazione indicata e deve indicare quale contenuto minimo, risultando altrimenti omessa:

  • Dati identificativi del committente e del prestatore;
  • Luogo della prestazione;
  • Sintetica descrizione dell’attività lavorativa;
  • Data di inizio e presumibile durata temporale di conclusione dell’opera o del servizio (se superiore ai 30 giorni dovrà essere effettuata una nuova comunicazione al loro termine);
  • Compenso qualora stabilito al momento dell’incarico.

La comunicazione potrà essere annullata o modificata in qualunque momento fino alla data di inizio della prestazione, eventuali errori che non incidano sulla identificazione delle parti, sulla durata, sulla data di inizio o sul luogo della prestazione in ogni caso non ne determineranno la omissione.

La nuova normativa impone maggiore attenzione, in particolare, sui rapporti di lavoro occasionale di lunga durata, in relazione ai quali si rende necessaria, prima di procedere all’invio di più comunicazioni consecutive in relazione allo stesso rapporto, una riflessione sulla effettiva natura occasionale del rapporto, dovendo altrimenti ricorrere, anche in considerazione di simili forme di controllo, ad altre forme contrattuali, come il rapporto a tempo determinato o le collaborazioni coordinate e continuative di cui all’art. 2 del D.Lgs 81/2015.

Di seguito è possibile scaricare gli allegati: il modello di comunicazione e l’elenco degli indirizzi mail attivati dagli Ispettorati per l’invio della Comunicazione. Si ricorda che ai fini della individuazione dell’Ispettorato competente deve considerarsi il luogo della prestazione.

Tale modulistica poteva essere inviata attraverso PEC fino al 30.04.2022 mentre dal 1 Maggio 2022 l’unico canale valido per le comunicazioni obbligatorie dei lavoratori occasionali sarà l’applicazione dedicata sul Portale Servizi lavoro del Ministero accessibile attraverso SPID O CNS. 

Allegati

Le sanzioni

In caso di omissione o di ritardo nella comunicazione la nuova normativa prevede, a carico del datore di lavoro inadempiente, una sanzione amministrativa da euro 500,00 a euro 2.500,00 per lavoratore.

I rischi, tuttavia, non si limitano alla sanzione pecuniaria, infatti in caso di ispezione i lavoratori autonomi occasionali irregolari presenti in azienda sono contati ai fini della sospensione dell’attività per lavoro nero prevista dal D.Lgs n. 81/2008, come recentemente modificato, nel caso in cui i lavoratori per i quali non risulti inviata preventiva comunicazione di assunzione (e/o preventiva comunicazione di lavoro occasionale) superino il 10% dei lavoratori dell’azienda.

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DECRETO PNRR: PRINCIPALI MISURE FISCALI

Di seguito le principali disposizioni di carattere fiscale e societario contenute nel Decreto c.d. “PNRR 2”, entrato in vigore il 1° maggio 2022. Si evidenzia che lo stesso è in corso di conversione in Legge e le relative disposizioni sono quindi suscettibili di modifiche e/o integrazioni.

MISURE DI CARATTERE FISCALE

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PAGAMENTI POS


La disposizione prevede l’anticipazione al 30 giugno 2022 (rispetto al 1° gennaio 2023) dell’entrata in vigore delle sanzioni per gli esercenti e i professionisti che non accettano i pagamenti con POS. In particolare, si ricorda che la predetta sanzione è pari a 30 euro per ciascuna transazione e a prescindere dall’ammontare della spesa sostenuta, aumentata del 4% del valore della transazione, tranne che nelle situazioni di oggettiva impossibilità tecnica. Infine, quale misura di rafforzamento alla lotta all’evasione, è introdotta una disposizione per la quale gli intermediari finanziari che emettono carte di credito, di debito o prepagate devono trasmettere in via telematica all’Agenzia delle entrate i dati identificativi degli strumenti di pagamento elettronico messi a disposizione degli esercenti nonché l’importo complessivo di tutte le transazioni giornaliere effettuate con quegli stessi mezzi presso negozi, esercizi commerciali e studi professionali, senza alcuna distinzione tra operazioni con consumatori finali o con altri
operatori economici.

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI FATTURA ELETTRONICA


La disposizione, a partire dal 1° luglio 2022, estende l’obbligo di fatturazione elettronica a:


– soggetti passivi che rientrano nel c.d. “regime di vantaggio”;


– soggetti passivi che rientrano nel c.d. “regime forfettario”;


– per le associazioni sportive dilettantistiche che hanno esercitato l’opzione per l’applicazione del regime speciale ai fini dell’IVA e delle imposte sui redditi di cui alla L. 398/1991 e che nel periodo d’imposta precedente hanno conseguito dall’esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a euro 65.000.

Al riguardo, si evidenza che la disposizione in oggetto prevede l’entrata in vigore graduale del predetto adempimento. In particolare:


– l’obbligo entra in vigore a partire dal 1° luglio 2022 per i predetti soggetti che nell’anno precedente abbiano conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, superiori a 25.000 euro;


fino al 31 dicembre 2023, le c.d. “micro partite IVA” che nell’anno precedente abbiano conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 25.000 euro potranno ancora continuare a emettere la fattura cartacea (per tali soggetti l’obbligo in questione scatta a partire dal 1° gennaio 2024);


– ai contribuenti nei cui confronti l’obbligo di fatturazione elettronica scatterà a partire dal prossimo 1° luglio 2022 è concesso un periodo transitorio di moratoria delle sanzioni.
In particolare, per il terzo trimestre 2022, per i predetti soggetti non sono previste sanzioni nel caso in cui la fattura elettronica sia emessa entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.


DISPOSIZIONI IN MATERIA DI INVIO DATI ALL’ENEA


Per garantire la corretta attuazione del PNRR (Missione 2, Componente 3, Investimento 2.1 “Ecobonus e Sismabonus fino al 110% per l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici”) e al fine di potenziare il sistema di monitoraggio degli interventi in ambito del c.d. “ecobonus” e il “sismabonus”, la disposizione è volta a modificare la disciplina di invio dei dati all’ENEA, mentre la relazione sui dati elaborati va trasmessa al ministero della Transizione ecologica anziché
allo Sviluppo economico. Al riguardo, è chiarito che per supportare adeguatamente le attività tecniche e scientifiche correlate all’attuazione e al monitoraggio del PNRR, l’Enea dovrà modificare il proprio statuto, prevedendo la figura di un direttore generale.


DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ZES


Le disposizioni introdotte al riguardo ampliano il perimetro di applicazione del credito d’imposta per gli investimenti effettuati nelle Zone Economiche Speciali (c.d. “ZES”) prevedendo che rientrano nel beneficio in questione anche l’acquisto di terreni nonché l’acquisizione, la realizzazione o l’ampliamento di immobili strumentali agli investimenti.


MISURE PER IL SETTORE TURISMO


Le disposizioni introdotte al riguardo modificano gli stanziamenti relativi ai bonus previsti per le imprese del settore turistico.
In particolare:


– le risorse stanziate relative al credito d’imposta per la digitalizzazione delle agenzie di viaggio e dai tour operator, pari ad euro 98 milioni (di cui art. 4 del D.L. n. 152/2021), sono destinate ad incrementare la dotazione finanziaria del credito di imposta dell’80% e del contributo a fondo perduto a favore delle imprese turistiche per la riqualificazione delle strutture, di cui all’art. 1 del D.L. n. 152/2021;


– le risorse pari ad euro 100 milioni, di cui all’art. 1, c. 13 del D.L. n. 152/2021, viene destinato a finanziare anche le domande presentate per l’ammissione al predetto credito d’imposta per la digitalizzazione delle agenzie di viaggio e dai tour operator.


MISURE DI CARATTERE SOCIETARIO


La disposizione proroga al 15 luglio 2022, l’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa, di cui al D.Lgs. n. 14/ 2019.
È inoltre abrogato il comma 1-bis dell’art.389 del predetto D.Lgs., che rinviava al 31 dicembre 2023 l’entrata in vigore del titolo II della Parte prima recante le procedure di allerta e di composizione assistita della crisi.


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MANCATA ACCETTAZIONE DI PAGAMENTI CON CARTE DI DEBITO E CREDITO: LE SANZIONI

Sono tante le novità previste nell’ultimo decreto per l’attuazione del PNRR approvato in Consiglio dei Ministri il 13 aprile 2022, una di queste riguarda le sanzioni nel caso di mancata accettazione di pagamenti effettuati con carte di debito e di credito. Vediamo gli importi e quando si applicano.

Professionisti e commercianti a rischio sanzione

Il decreto prevede una disciplina con le sanzioni amministrative per la violazione dell’obbligo

  • da parte di commercianti e 
  • professionisti,

di accettare pagamenti con carte di debito o di credito precisando che la sanzione è applicabile in caso di rifiuto del pagamento di qualsiasi importo

Mancata accettazione POS: importo sanzione

L’importo della sanzione, a decorrere dal 30 giugno 2022, è fissato in 30 euro, aumentato del 4 per cento del valore della transazione. 

Attenzione va prestato al fatto che non trova applicazione il pagamento in misura ridotta, disciplinato dalle disposizioni vigenti in materia di sanzioni amministrative.

Si specifica che l’esercente ha l’obbligo di accettare le carte di pagamento e che tale obbligo è assolto con l’accettazione di almeno una tipologia di carta di debito e di una tipologia di carta di credito. 

Pertanto, a decorrere dal 30 giugno 2022, nei casi di mancata accettazione di un pagamento, di qualsiasi importo, effettuato con una carta di pagamento da parte di un soggetto obbligato, si applicano: 

  1. una sanzione di importo pari a 30 euro, aumentata del 4 per cento del valore della transazione; 
  2. le norme generali sulle sanzioni amministrative (di cui alla legge n. 689 del 1981), con riferimento alle procedure e ai termini, ad eccezione dell’articolo 16 che disciplina il pagamento in forma ridotta. Viene dunque esclusa la possibilità, prevista in generale dalla legge n. 689/81 come alternativa alla contestazione della sanzione, di procedere al pagamento in misura ridotta (c.d. oblazione amministrativa). Tale istituto consente al contravventore, entro 60 giorni dalla contestazione immediata o, se questa non vi è stata, dalla notificazione degli estremi della violazione, di pagare una somma pari alla terza parte del massimo della sanzione o, se più favorevole e qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale, pari al doppio del relativo importo, oltre alle spese del procedimento.

Mancata accettazione carte di credito: chi sono i controllori?

La norma prevede quindi l’applicabilità della disciplina sugli atti di accertamento di cui all’articolo 13, comma 1, della legge n. 689 del 1981. 

Tale norma stabilisce che gli organi addetti al controllo sull’osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria, per l’accertamento delle violazioni di rispettiva competenza, possano assumere informazioni e procedere a ispezioni di cose e di luoghi diversi dalla privata dimora, a rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e ad ogni altra operazione tecnica.

Inoltre, sempre il comma aggiuntivo 4-bis prevede (mediante il richiamo all’articolo 13, comma 4 della medesima legge n. 689 del 1981) che gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria possano provvedere all’accertamento della violazione. Questi ultimi possono procedere, previa autorizzazione motivata e quando non sia possibile acquisire altrimenti gli elementi di prova, a perquisizioni in luoghi diversi dalla privata dimora.

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CONVERTITO IN LEGGE IL DECRETO MILLEPROROGHE: LE PRINCIPALI NOVITA’ IN SINTESI

Nella giornata di giovedì 24 febbraio, il Senato ha approvato definitivamente il disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto Milleproroghe.

Nella tabella che segue sono richiamate, in sintesi, le principali novità fiscali.

Decorrenza delle sanzioni per gli obblighi informativi sulle erogazioni pubbliche

 
Viene prorogata al 31 luglio 2022 (in luogo del 1° gennaio 2022) il termine di decorrenza per l’applicabilità delle sanzioni in materia di informativa sulle erogazioni pubbliche per l’anno 2021. Per l’anno 2022, invece, viene previsto che le sanzioni troveranno applicazione dal 1° gennaio 2023. Si ricorda che la citata normativa pone, a carico di associazioni e imprese, l’obbligo di pubblicare, entro il 30 giugno di ogni anno, in bilancio o sul sito internet, le informazioni relative a sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria ricevute da pubbliche amministrazioni nell’esercizio finanziario precedente.
Rateazioni: nuovi termini per i decadutiVengono riaperti i termini per presentare la richiesta di rateazione a favore dei contribuenti con piani di dilazione per i quali, prima dell’8 marzo 2020 (21 febbraio 2020 per i contribuenti della zona rossa), sia intervenuta la decadenza dal beneficio. La richiesta può essere presentata dal 1° gennaio 2022 fino al 30 aprile 2022.
Assemblee a distanza e novità in materia antiriciclaggioViene confermato quanto già previsto dal Decreto Milleproroghe in merito alla possibilità di tenere le assemblee delle società di capitali anche con modalità esclusivamente “a distanza” fino al 31 luglio 2022.
Nell’ambito della disciplina antiriciclaggio vengono introdotte nuove modalità di assolvimento dell’obbligo di adeguata verifica della clientela anche senza la presenza fisica del cliente (modalità di identificazione, che, però, possono essere utilizzate solo con riferimento a rapporti relativi a servizi di disposizione di ordini di pagamento e a servizi di informazione sui conti). Ben più  importanti sono invece le novità che prevedono il rafforzamento della tutela del segnalante di operazioni sospette (sempre nell’ambito della disciplina antiriciclaggio): tra l’altro, viene previsto che i dati identificativi dei segnalanti non possono essere inseriti nel fascicolo del Pubblico Ministero né in quello per il dibattimento, né possono essere in altro modo rivelati, salvo che ciò risulti indispensabile ai fini dell’accertamento dei reati per i quali si procede.
Riduzione del capitale per perditeAnche per le perdite emerse nell’esercizio in corso al 31 dicembre 2021 non si applicano alcuni obblighi previsti dal codice civile per le società di capitali a protezione del capitale sociale (tra cui l’obbligo di riduzione del capitale e lo scioglimento di società per riduzione del capitale al di sotto del minimo legale).
Sanzioni per obblighi relativi alle certificazioni dei sostituti d’impostaNei casi di tardiva o errata trasmissione delle certificazioni uniche per i periodi d’imposta dal 2015 al 2017non si fa luogo all’applicazione dell’ordinaria sanzione (pari a 100), se la trasmissione della corretta certificazione è effettuata entro il 31 dicembre del secondo anno successivo al termine vigente (16 marzo dell’anno successivo alla corresponsione delle somme e dei valori).
Termini agevolazione prima casaViene prorogata al 31 marzo 2022 (essendo prima prevista fino al 31 dicembre 2021) la sospensione dei termini che condizionano l’applicazione di alcune agevolazioni fiscali relative all’acquisto o al riacquisto della prima casa.
Obbligo formativo revisori legaliIl mancato assolvimento degli obblighi di formazione continua da parte degli iscritti nel registro dei revisori legali, relativi agli anni 2017, 2018 e 2019, può essere accertato a decorrere dal 30 aprile 2022.
Sospensione degli ammortamentiViene riconosciuta la facoltà di sospendere l’ammortamento delle immobilizzazioni anche all’esercizio successivo a quello in corso al 15 agosto 2020 (questa possibilità, quindi, viene ora riconosciuta a tutti, e non soltanto a coloro che nell’esercizio precedente non hanno effettuato il 100 per cento annuo dell’ammortamento).
Termini versamenti per attività di allevamento avicunicolo o suinicoloVengono prorogati al 31 luglio 2022 i termini dei versamenti relativi alla ritenuta alla fonte sui redditi da lavoro dipendente, alle addizionali regionali e comunali, nonché all’Ivain scadenza nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2022 e il 30 giugno 2022 per i soggetti che svolgono attività di allevamento avicunicolo o suinicolo colpiti dalla recente diffusione di virus contagiosi per gli animali allevati.
Limitazioni all’uso del contanteIl limite per la circolazione del contante torna ad essere quello di 2.000 euro (con possibilità, quindi, di trasferimenti in contanti fino a 1.999,99 euro) fino al 31 dicembre 2022, per ridursi nuovamente a 1.000 euro a decorrere dal 1° gennaio 2023.
Credito d’imposta beni strumentali: proroga dei termini per l’effettuazione degli investimentiTrova applicazione la favorevole disciplina prevista per il credito d’imposta beni strumentali nell’anno 2021 anche per gli investimenti effettuati entro il 30 dicembre 2022 (e non solo fino al 30 giugno 2022), sempre a condizione che entro la data del 31 dicembre 2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.
Visto e asseverazione per gli interventi edilizi “minori”: decorrenza esonero
 
Viene precisato che per le spese sostenute dal 12 novembre 2021 fino al 31 dicembre 2021 per interventi edilizi agevolabili (bonus edilizi diversi dal superbonus, ad eccezione del bonus facciate) in edilizia libera o di importo complessivo non superiore a 10.000 euronon ricorre l’obbligo del visto di conformità e dell’attestazione della congruità delle spese.
Proroga versamento dell’Irap “sospesa”
Viene nuovamente posticipato al 30 giugno 2022 il termine per il versamento, senza sanzioni e interessi, dell’Irap non versata e sospesa ai sensi dell’articolo 24 D.L. 34/2020, in caso di errata applicazione delle disposizioni relative alla determinazione dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione europea sul “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19”.

OBBLIGO DI COMUNICAZIONE DEI LAVORATORI AUTONOMI OCCASIONALI

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la nota n. 29 dell’11 gennaio 2022, ha fornito le prime indicazioni utili al corretto adempimento dell’obbligo di comunicazione dell’avvio dell’attività di un lavoratore autonomo occasionale, che interessa esclusivamente i committenti che operano in qualità di imprenditori. Nello specifico, la comunicazione dovrà essere effettuata all’Ispettorato del Lavoro territorialmente competente, in ragione del luogo ove si svolgerà la prestazione, e dovrà essere preventiva rispetto all’avvio dell’attività lavorativa. A regime, la procedura comunicativa sarà telematica e riprenderà le modalità operative previste per le comunicazioni che il datore di lavoro effettua per i lavoratori intermittenti. In caso di mancata o ritardata comunicazione è prevista una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per ogni lavoratore autonomo occasionale.

Come e quando deve essere effettuata la comunicazione?

Dal 21 dicembre 2021 è vigente una nuova disposizione che prevede l’obbligo di comunicare l’avvio dell’attività di un lavoratore autonomo occasionale. Si tratta di quei lavoratori che si obbligano a compiere, verso un corrispettivo, un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti di un committente e per i quali non è prevista una comunicazione al Centro per l’Impiego (Unilav). In pratica, sono rapporti di lavoro autonomo la cui attività è resa in via eccezionale, episodica e comunque non ricorrente e non abituale, quindi non nell’esercizio di una attività professionalmente organizzata.

La nuova norma è inserita all’interno dell’art. 13, della legge n. 215/2021, di conversione del decreto Fisco-Lavoro (D.L. n. 146/2021) il quale, tra le altre cose, ha riscritto completamente l’art. 14 del D.Lgs n. 81 del 9 aprile 2008, (TU sulla Salute e Sicurezza). La finalità addotta dal legislatore, per motivare il nuovo adempimento burocratico, è quella di svolgere una attività di monitoraggio e per contrastare forme elusive nell’utilizzo di tale tipologia contrattuale. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), di concerto con l’Ufficio legislativo del Ministero del lavoro, ha pubblicato la nota n. 29 dell’11 gennaio 2022, con la quale ha fornito le prime indicazioni utili al corretto adempimento comunicativo. Queste le principali indicazioni fornite dall’Ispettorato del lavoro, soggetto destinatario alla ricezione della comunicazione. In primis, il nuovo obbligo comunicazionale interessa esclusivamente i committenti che operano in qualità di imprenditori.

Quali rapporti vanno comunicati

L’obbligo riguarda i rapporti avviati dopo l’entrata in vigore della disposizione (21 dicembre 2021) o, anche se avviati prima, i rapporti ancora in corso all’11 gennaio 2022 (data di emanazione della nota INL n. 29/2022). Per tutti i rapporti di lavoro in essere all’11 gennaio 2022 e per i rapporti iniziati dal 21 dicembre e già cessati, la comunicazione andrà effettuata entro il 18 gennaio 2022. Per i rapporti avviati dopo l’11 gennaio 2022, la comunicazione andrà effettuata prima dell’inizio della prestazione del lavoratore autonomo occasionale, eventualmente risultante dalla lettera di incarico.

Come va effettuata la comunicazione

La comunicazione dovrà essere effettuata all’Ispettorato del Lavoro territorialmente competente, in ragione del luogo ove si svolgerà la prestazione, e dovrà essere preventiva rispetto all’avvio dell’attività lavorativa. A regime, la procedura comunicativa sarà telematica e riprenderà le modalità operative previste per le comunicazioni che il datore di lavoro effettua per i lavoratori intermittenti (articolo 15, comma 3, del decreto legislativo n. 81/2015). In attesa che il Ministero del Lavoro aggiorni l’applicativo telematico di riferimento, la comunicazione andrà effettuata attraverso l’invio di una e-mail ad uno specifico indirizzo di posta elettronica ordinario, messo a disposizione di ciascun Ispettorato territoriale


Trattasi di un indirizzo di posta ordinaria e non certificata e pertanto il personale ispettivo potrà verificare anche
presso i committenti la conservazione di una copia della comunicazione.

Cosa va scritto nella comunicazione

La comunicazione, che potrà essere direttamente inserita nel corpo dell’e-mail, dovrà contenere i seguenti elementi minimi:

– i dati del committente (ragione sociale, sede legale, CF/Partita IVA);

– i dati del lavoratore autonomo occasionale (nome e cognome, data e luogo di nascita, residenza e CF) ;

– la sede ove il collaboratore svolgerà la propria prestazione lavorativa (esempio: presso il suo studio, presso la sua abitazione ovvero presso la sede del committente) ;

– una sintetica descrizione dell’attività;

– l’ammontare del compenso (solo qualora stabilito al momento dell’incarico) ;

– la data di avvio delle prestazioni occasionali;

– l’arco temporale entro il quale potrà considerarsi compiuta l’opera o il servizio (ad esempio, un giorno, una settimana, un mese).

Nell’ipotesi in cui l’opera o il servizio non sia compiuto nell’arco temporale indicato nell’ultimo punto, sarà necessario effettuare una nuova comunicazione. Inoltre, per quanto non espressamente previsto, può essere il caso di allegare all’email, anche la lettera di incarico, con le specifiche sull’attività che dovrà essere svolta. Qualora manchino i dati suindicati, la comunicazione sarà considerata omessa dall’Ispettorato del Lavoro e sarà applicata la relativa sanzione amministrativa. Una comunicazione già trasmessa potrà essere annullata, ovvero potranno essere modificati i dati ivi inseriti, in qualunque momento antecedente all’inizio dell’attività del prestatore.

Sanzione

In caso di mancata o ritardata comunicazione è prevista una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per ogni lavoratore autonomo occasionale. Alla sanzione non si applica la procedura di diffida, di cui all’articolo 13 del D.Lgs. n. 124 del 2004. La sanzione potrà essere più di una laddove gli obblighi comunicazionali omessi riguardino più lavoratori e potrà applicarsi anche laddove il rapporto di lavoro si protragga oltre il periodo inizialmente indicato nella comunicazione senza che il committente abbia provveduto ad effettuarne una nuova.

Per ulteriori informazioni contattare i nostri uffici. Tel. 0574 40291

PAGAMENTI POS: SANZIONI DAL 1 GENNAIO 2023 PER CHI NON LI ACCETTA

Un emendamento al decreto PNRR prevede sanzioni per chi non accetta i pagamenti pos, vale anche per i professionisti. Dal 1 gennaio 2023 scatta la novità

Secondo quanto prevede un emendamento al decreto PNRR, dal 1° gennaio 2023 chi non accetta pagamenti tramite POS sarà multato.

L’emendamento approvato nel corso della seduta del 13 dicembre 2021 presso la Commissione Bilancio della Camera recita quanto segue:

A decorrere dal 1° gennaio 2023, nei casi di mancata accettazione di un pagamento, di qualsiasi importo, effettuato con una carta di pagamento di cui al comma 4, da parte di un soggetto obbligato ai sensi del citato comma 4, si applica nei confronti del medesimo soggetto la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma pari a 30 euro, aumentata del 4 per cento del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento.

Per le sanzioni relative alle violazioni di cui al presente comma si applicano le procedure e i termini previsti dalla legge 24 novembre 1981, n. 689, a eccezione dell’articolo 16 in materia di pagamento in misura ridotta. L’autorità competente a ricevere il rapporto di cui all’articolo 17 della medesima legge n. 689 del 1981 è il prefetto della provincia nella quale è stata commessa la violazione. All’accertamento si provvede ai sensi dell’articolo 13, commi primo e quarto, della citata legge n. 689 del 1981”.

Sanzioni per chi rifiuta i pagamenti POS

In sostanza la disposizione prevede l’applicazione di una sanzione

  • per un importo fisso pari a 30 euro;
  • per un importo del 4% calibrato in relazione al valore della transazione per la quale è stato rifiutato il pagamento con POS.

per chi, anche se si tratta di professionisti, non accetta i pagamenti tramite POS.

A riguardo si ricorda che ai sensi dell’articolo15 comma 4 del Dl 179 del 2012 i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e prestazioni di servizi anche professionali avrebbero dovuto accettare dal 1 giugno 2013 (come recita la norma) pagamenti effettuati attraverso carte di debito e carte di credito. Questo obbligo non prevedeva però alcuna sanzione.

Altre misure di prevenzione alla evasione fiscale

Inoltre si ricorda che in tema di pagamenti, a partire dal 1 gennaio sarà operativo il nuovo limite di 999,99 euro per i trasferimenti a qualsiasi titolo tra soggetti diversi di denaro contante.

Si tratta della soglia dei 1.000 euro prevista allo scopo di lottare contro l’evasione fiscale.

Infine in sede di conversione del Dl n.146 il nuovo articolo 5 quater intervenendo sull’articolo 49 comma 3 bis del decreto legislativo n 231/2007 esclude la riduzione da 2000 euro a 1.000 euro della soglia nell‘utilizzo del contante per la negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta ripristinando dal 1 gennaio 2022 la soglia dei 3.000 euro.

Per ulteriori informazioni contattare l’Ufficio tributario. Tel. 0574 40291

Aumento delle Sanzioni in materia di Lavoro

legge-di-bilancio-2019-cosa-prevede-testo-flat-tax-reddito-di-cittadinanza-pace-fiscaleLa Legge di Bilancio 2019 ha disposto, tra l’altro, l’aumento degli importi relativi a sanzioni per taluni comportamenti elusivi in ambito lavoristico che si riassumono nella seguente tabella. Altre sanzioni soggette ad aumento saranno identificate con apposito decreto ministeriale.

Maxisanzione per lavoro sommerso

 

Riferimento legislativo

 

Tipologia sanzione

 

Importo sino al

31/12/2018 (*)

 

Importo dal

01/01/2019 (*)

 

 

 

 

Art. 3, DL n. 12/2002

Sino a 30 gg

di lavoro effettivo

 

Da 1.500 a 9.000 euro

 

Da 1.800 a 10.800 euro

Da 31 a 60 gg

di lavoro effettivo

 

Da 3.000 a 18.000 euro

 

Da 3.600 a 21.600 euro

Da 61 gg

di lavoro effettivo

 

Da 6.000 a 36.000 euro

 

Da 7.200 a 43.200 euro

 (*)   La sanzione  si intende  per ciascun lavoratore irregolare rilevato.

Intermediazione,  somministrazione e appalto illeciti

 

Casistica

Importo sino al

31/12/2018

 

Importo dal 01/01/2019

Importo sanzione depenalizzato
Sanzioni ex articolo 18, comma 1, D.Lgs n. 276/2003
 

Esercizio non autorizzato  dell’attività di som- ministrazione (*)

50 euro per ogni lavora- tore occupato  e per ogni gg di lavoro 60 euro per ogni lavora- tore occupato  e per ogni gg di lavoro Non inferiore a 5.000 euro né superiore a

50.000 euro

 

Esercizio non autorizzato dell’attività di inter- mediazione a scopo di lucro (*)

Arresto fino a 6 mesi e ammenda da 1.500 a

7.500 euro

Arresto fino a 6 mesi e ammenda da 1.800 a

9.000 euro

 

 

Esercizio non autorizzato dell’attività di inter- mediazione senza scopo di lucro (*)

 

Da 500 a 2.500 euro

 

Da 600 a 3.000 euro

Non inferiore a 5.000 euro né superiore a

10.000 euro

Esercizio non autorizzato  dell’attività di ricer- ca e selezione del personale o di supporto alla ricollocazione professionale a scopo di lucro  

Da 750 a 3.750 euro

 

Da 900 a 4.500 euro

Non inferiore a 5.000 euro né superiore a

10.000 euro

Esercizio non autorizzato  dell’attività di ricer- ca e selezione del personale o di supporto alla ricollocazione professionale senza scopo di lucro  

 

Da 250 a 1.250 euro

 

 

Da 300 a 1.500 euro

 

Non inferiore a 5.000 euro né superiore a

10.000 euro

Sanzioni ex articolo 18, comma 2, D.Lgs n. 276/2003
 

Utilizzatore che ricorre alla somministrazione da parte di soggetti non autorizzati (*)

50 euro per ogni lavora- tore occupato  e per ogni gg di lavoro 60 euro per ogni lavora- tore occupato  e per ogni gg di lavoro Non inferiore a 5.000 euro né superiore a

50.000 euro

Sanzioni ex articolo 18, commi 4 e 4-bis, D.Lgs n. 276/2003
Richiesta di compensi al lavoratore per avviar- lo a prestazioni lavorative in somministrazio- ne, ovvero per contratto diretto  presso  l’uti- lizzatore, anche  in seguito  a somministrazio- ne  

Arresto non superiore ad un anno o ammenda da 2.500 a 6.000 euro

 

Arresto non superiore ad un anno o ammenda da 3.000 a 7.200 euro

 

 

Sanzioni ex articolo 18, comma 5-bis, D.Lgs n. 276/2003
 

Appalto illecito (*)

50 euro per ogni lavora- tore occupato  e per ogni gg di lavoro 60 euro per ogni lavora- tore occupato  e per ogni gg di lavoro Non inferiore a 5.000 euro né superiore a

50.000 euro

 

Distacco illecito (*)

50 euro per ogni lavora- tore occupato  e per ogni gg di lavoro 60 euro per ogni lavora- tore occupato  e per ogni gg di lavoro Non inferiore a 5.000 euro né superiore a

50.000 euro

(*)     Nel caso di sfruttamento di minori, la pena è dell’arresto fino a 18 mesi e l’ammenda è aumentata fino al sestuplo.

Orario di lavoro

 

Casistica

 

Frequenza

Importo sino al

31/12/2018

 

Importo dal 01/01/2019

 

 

Superamento durata massima dell’orario di lavoro (oltre le 48 ore settimanali, compreso straordinario)

Fino a 5 lavoratori Da 200 a 1.500 euro Da 240 a 1.800 euro
Oltre 5 lavoratori o in al- meno 3 periodi (*)  

Da 800 a 3.000 euro

 

Da 960 a 3.600 euro

Oltre 10 lavoratori o in al- meno 5 periodi (*) (**)  

Da 2.000 a 10.000 euro

 

Da 2.400 a 12.000 euro

 

 

Mancata effettuazione  riposo  settimanale (24 ore consecutive  ogni 7 giorni, da cumu- lare con il riposo giornaliero, calcolate come media in un periodo di 14 gg)

Fino a 5 lavoratori Da 200 a 1.500 euro Da 240 a 1.800 euro
Oltre 5 lavoratori o in al- meno 3 periodi (*)  

Da 800 a 3.000 euro

 

Da 960 a 3.600 euro

Oltre 10 lavoratori o in al- meno 5 periodi (*) (**)  

Da 2.000 a 10.000 euro

 

Da 2.400 a 12.000 euro

 

Ferie annuali retribuite  (in misura inferiore a 4 settimane annue, con godimento di al- meno 2 settimane consecutive  nell’anno di maturazione e delle restanti due nei 18 mesi successivi)

Fino a 5 lavoratori Da 100 a 600 euro Da 120 a 720 euro
Oltre 5 lavoratori o in al- meno 2 anni  

Da 400 a 1.500 euro

 

Da 480 a 1.800 euro

Oltre 10 lavoratori o in al- meno 4 anni (*)  

Da 800 a 4.500 euro

 

Da 960 a 5.400 euro

 

 

 

Mancata  effettuazione   riposo  giornaliero

(11 ore consecutive di riposo ogni 24 ore)

Fino a 5 lavoratori Da 100 a 300 euro Da 120 a 360 euro
Oltre 5 lavoratori o in al- meno 3 periodi di 24 ore  

Da 600 a 2.000 euro

 

Da 720 a 2.400 euro

Oltre 10 lavoratori o in al- meno 5 periodi di 24 ore (*)  

Da 1.800 a 3.000 euro

 

Da 2.160 a 3.600 euro

(*)  Con “periodi” si intende il periodo di riferimento nel quale calcolare la durata media dell’orario di lavoro, pari a 4 mesi ai sensi dell’articolo 4, comma 3 del D.Lgs n. 66/2003, ovvero la diversa durata individuata dai contratti collettivi.

(**) In questo caso, non è ammesso il pagamento in forma ridotta ex art. 16, Legge n. 689/1981.

L’INL, con la circolare n. 2/2019, ha ricordato che le maggiorazioni trovano applicazione in relazione a condotte che si realizzano a partire dal 2019, tenendo presente che la collocazione temporale di condotte a carattere permanente va individuata nel momento in cui cessa la condotta stessa (ad esempio il mantenimento di un lavoratore “in nero” a cavallo tra il 2018 e il 2019 sarà soggetto ai nuovi importi sanzionatori).

Le previgenti disposizioni dell’articolo 14, D.L. 145/2013, che già avevano previsto il raddoppio degli importi sanzionatori contenuti nell’articolo 18-bis, commi 3 e 4, D.Lgs. 66/2003, in materia di orario di lavoro, fatta eccezione “delle sanzioni previste per la violazione dell’articolo 10, comma 1, del medesimo decreto legislativo”; si pongono in sistema con quelle di nuova introduzione nel senso che gli importi sanzionatori indicati dalla Legge di Bilancio sono da intendersi sin da subito aumentati e applicabili in relazione a condotte temporalmente riferibili al 2019.