VIAGGI SENZA PIU’ LIMITAZIONI. NON PIU’ NECESSARI ELENCHI DEI PAESI E CORRIDOI TURISTICI

Ordinanza del Ministero della Salute del 22 Febbraio 2022

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 45 del 23 febbraio 2022 l’ordinanza del Ministero della Salute del 22 febbraio 2022, che detta nuove regole in merito agli ingressi sul territorio nazionale di persone provenienti da e diretti verso Stati esteri.

L’ordinanza in oggetto produce effetti dal 1° marzo 2022 al 31 marzo 2022.

In sintesi, tale Ordinanza semplifica nettamente la normativa relativa ai viaggi:

  • elimina gli elenchi di Paesi A, B, C, D ed E;
  • elimina le limitazioni ai viaggi dall’Italia verso i Paesi dell’ex elenco E;
  • abroga le Ordinanze relative ai voli Covid-tested e ai Corridoi Turistici Covid-free, in quanto superate.
  • per l’ingresso in Italia da tutti i Paesi europei ed extraeuropei saranno vigenti le medesime regole:  presentazione del digital Passenger Locator Form e  presentazione del certificato che attesti la vaccinazione, la guarigione o l’esito di un tampone negativo.

Il Ministro della Salute ha previsto che, a condizione che non insorgano sintomi da Covid-19, l’ingresso sul territorio nazionale è consentito alle seguenti condizioni:

a) presentazione al vettore al momento dell’imbarco e a chiunque è deputato a effettuare controlli del digital Passenger Locator Form mediante visualizzazione dal proprio dispositivo mobile oppure in copia cartacea;

b) presentazione, in formato digitale o cartaceo, al vettore al momento dell’imbarco e a chiunque è deputato a effettuare controlli di una delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2  [nota 1] , del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52 (attestanti la vaccinazione, la guarigione o l’esito negativo di tampone), o di altra certificazione attestante le condizioni di cui al citato articolo 9, comma 2, riconosciuta come equivalente secondo provvedimenti adottati dal Ministero della salute e nei termini di durata stabiliti dai Regolamenti europei vigenti in materia.

Solo in caso di mancata presentazione di una delle certificazioni di cui sopra (attestanti la vaccinazione, la guarigione o l’esito negativo di tampone), si applica la misura della quarantena presso l’indirizzo indicato nel digital Passenger Locator Form, per un periodo di cinque giorni, con l’obbligo di sottoporsi a un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone, alla fine di detto periodo.

Gli spostamenti da e per la Repubblica di San Marino e lo Stato della Città del Vaticano non sono soggetti a limitazioni né a obblighi di dichiarazione.

L’ordinanza ha previsto un regime di deroga stabilendo che, a condizione che non insorgano sintomi da Covid-19, per i soggetti sottoindicati vige soltanto l’obbligo di presentazione del digital Passenger Locator Form:

a) all’equipaggio dei mezzi di trasporto;

b) al personale viaggiante;

c) ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;

d) agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana;

e) a chiunque transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a trentasei ore, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare un periodo di quarantena presso l’indirizzo indicato nel digital Passenger Locator Form per un periodo di cinque giorni e di sottoporsi, alla fine di detto periodo, a un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone.

Nei seguenti casi, infine, non sono richieste le certificazioni attestanti la vaccinazione, la guarigione o l’esito negativo di tampone e non è previsto neanche l’obbligo di presentazione del digital Passenger Locator Form:

a) a chiunque rientra nel territorio nazionale a seguito di permanenza di durata non superiore a quarantotto ore in località estere situate a distanza non superiore a 60 km dal luogo di residenza, domicilio o abitazione, purché lo spostamento avvenga con mezzo privato;

b) in caso di permanenza di durata non superiore alle quarantotto ore in località del territorio nazionale situate a distanza non superiore a 60 km dal luogo estero di residenza, domicilio o abitazione, purché lo spostamento avvenga con mezzo privato.

L’ordinanza prevede a carico dei vettori i seguenti obblighi:

a) verificare prima dell’imbarco il digital Passenger Locator Form e il possesso di una delle certificazioni sopra indicate, ove richieste dalla legge;

b) vietare l’imbarco a chi manifesta sintomi compatibili con l’infezione da Sars-cov-2;

c) fare utilizzare all’equipaggio e ai passeggeri i dispositivi di protezione delle vie respiratorie e indicare le situazioni nelle quali gli stessi possono essere temporaneamente ed eccezionalmente rimossi; d) dotare, al momento dell’imbarco, i passeggeri che ne risultino sprovvisti dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

Viene infine precisato che i bambini di età inferiore a sei anni sono esentati dall’effettuazione del test molecolare o antigenico.

L’art. 5, comma 2 dell’ordinanza stabilisce che a decorrere dal 1° marzo 2022 cessano di applicarsi le misure previste dalle ordinanze del Ministro della salute 28 settembre 2021, 22 ottobre 2021, 14 dicembre 2021 e 27 gennaio 2022.

Con la disapplicazione delle ordinanze sopra indicate viene meno, a far data dal 1° marzo 2022, la suddivisione dei Paesi in elenchi di cui all’allegato 20 al DPCM 2 marzo 2021 e le regole di ingresso sul territorio nazionale tra Paesi UE/Schengen e resto del mondo sono uniformate.

Ne deriva che, dal 1° marzo, non vi sarà più il divieto di viaggi per motivi turistici nei Paesi di cui all’elenco E e che non sarà più applicabile il regime dei “Corridoi turistici Covid-free”.

Riassumendo, dal 1° marzo per l’ingresso in Italia da tutti i Paesi europei ed extraeuropei saranno vigenti le medesime regole:  presentazione del digital Passenger Locator Form e  presentazione del certificato che attesti la vaccinazione, la guarigione o l’esito di un tampone negativo.

SI INVITA SEMPRE A FARE RIFERIMENTO AGLI AGGIORNAMENTI PRESENTI SUL SITO VIAGGIARESICURI DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI https://www.viaggiaresicuri.it/approfondimenti-insights/saluteinviaggio

[nota 1] Ai sensi dell’art. 9, comma 2: “Le certificazioni verdi COVID-19 attestano una delle seguenti condizioni:

a) avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2, al termine del ciclo vaccinale primario o a seguito della somministrazione della relativa dose di richiamo;

b) avvenuta guarigione da COVID-19, con contestuale cessazione dell’isolamento prescritto in seguito ad infezione da SARS-CoV-2, disposta in ottemperanza ai criteri stabiliti con le circolari del Ministero della salute;

c) effettuazione di test antigenico rapido o molecolare, quest’ultimo anche su campione salivare e nel rispetto dei criteri stabiliti con circolare del Ministero della salute, con esito negativo al virus SARS-CoV-2;

c-bis) avvenuta guarigione da COVID-19 dopo la somministrazione della prima dose di vaccino o al termine del ciclo vaccinale primario o a seguito della somministrazione della relativa dose di richiamo.

GREEN PASS: TUTTE LE REGOLE IN VIGORE

Dal 6 agosto 2021 il Green pass è obbligatorio per tutti i cittadini dai 12 anni in su per accedere a determinati servizi/attività

GREEN PASS sono validi i certificati:

  • cartacei o digitali che attestano l’inoculamento almeno della prima dose vaccinale Sars-CoV-2
  • la guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 (validità 6 mesi) certificata dal medico
  • test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2 (con validità 48 ore)

QUANDO SERVE

– per accedere ai tavoli al chiuso di bar e ristoranti. Il certificato NON E’ invece necessario per consumare al bancone, anche se al chiuso;

per l’accesso a :

  • spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi;
  • musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
  • piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
  • sagre e fiere, convegni e congressi;
  • centri termali, parchi tematici e di divertimento;
  • centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione;
  • attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
  • concorsi pubblici.

Per la verifica del green pass si dovrà :

Se il riconoscimento viene effettuato da personale dipendente/collaboratori, il titolare dell’attività dovrà compilare apposito modulo di designazione verificatore (vedi allegato di seguito)

Per quanto riguarda l’obbligo di avere il green pass per i titolari/dipendenti/collaboratori, al momento ci sono notizie contrastanti ed è stato richiesto specifiche in merito

Rimangono in vigore le disposizioni anti-covid precedenti

  • l’obbligo della mascherina negli ambienti al chiuso;
  • l’obbligo dei prodotti per l’igienizzazione delle mani e della pulizia degli ambienti (registro sanificazione)
  • l’obbligo di mantenere l’elenco dei soggetti che hanno frequentato il locale per 14 giorni;

Per aiutarvi nella comunicazione abbiamo predisposto apposito cartello di avviso per i clienti (vedi allegato di seguito)

CAMBIO COLORE DELLE REGIONI

Viene stabilito nel 10% l’occupazione dei posti letto nelle terapie intensive e nel 15% delle ospedalizzazioni il tetto per decretare il passaggio dalla zona bianca a gialla , con le conseguenti restrizioni già definite nelle misure passate.

Terapie intensive al 20% e al 30% per le ospedalizzazioni per passare alla zona arancione.

Terapie intensive al 30% e al 40% per le ospedalizzazioni per entrare in zona rossa.

Le discoteche restano chiuse.

Lo stato di emergenza è stato prorogato al 31 dicembre.

DICHIARAZIONI D’INTENTO: DAL 2 MARZO NUOVE REGOLE

Intervenendo sulla formulazione dell’art. 1, lettera c), D.L. n. 746/1983, il decreto Crescita ha previsto che, per potersi avvalersi della facoltà di effettuare acquisti o importazioni senza l’applicazione dell’IVA, l’esportatore abituale deve inviare apposita dichiarazione d’intento per via telematica all’Agenzia delle Entrate che rilascia la ricevuta con l’indicazione del protocollo di ricezione.

La dichiarazione d’intento può riguardare anche più operazioni.
Gli estremi del protocollo di ricezione della dichiarazione d’intento devono essere, quindi, indicati nelle fatture emesse in base ad essa, ovvero devono essere indicati dall’importatore nella dichiarazione doganale.
In altri termini, a decorrere dal 2020, è compito del fornitore dell’esportatore abituale:
– eseguire un riscontro telematico dell’avvenuta trasmissione all’Agenzia delle entrate della dichiarazione d’intento;
– indicare sulla fattura emessa gli estremi del protocollo di ricezione della dichiarazione d’intento verificato telematicamente.
A seguito di tale modifica, pertanto, in capo all’esportatore abituale viene meno l’obbligo di consegnare al proprio fornitore la dichiarazione d’intento e la ricevuta di presentazione rilasciata dall’Agenzia così come in capo al fornitore quello di riepilogare nella dichiarazione IVA i dati contenuti nelle dichiarazioni d’intento ricevute.
Viene, inoltre, stabilito che i soggetti che si avvalgono della dichiarazione d’intento in dogana sono esonerati dalla presentazione della copia cartacea della dichiarazione stessa.
Infine, mediante l’abrogazione dell’art. 1, comma 2, D.L. n. 746/1983 è stato eliminato anche l’obbligo da parte del dichiarante e dal fornitore o prestatore di numerare progressivamente le dichiarazioni d’intento e di annotarle entro i 15 giorni successivi a quello di emissione o ricezione in un apposito registro.
Queste modifiche avrebbero dovuto trovare applicazione già dal 1° gennaio 2020, ma fino a ieri mancavano le disposizioni attuative, che sono state finalmente fornite con il provvedimento n. 96911/2020 del 27 febbraio 2020.
Secondo il provvedimento, al fine di consentire agli esportatori abituali di avvalersi della facoltà di effettuare acquisti senza applicazione dell’IVA, l’Agenzia delle Entrate – a partire dal 2 marzo 2020 – rende disponibili a ciascun fornitore indicato dagli esportatori abituali nelle dichiarazioni di intento acquisite dalla stessa, le informazioni relative alle dichiarazioni d’intento stesse.
La consultazione delle dichiarazioni d’intento potrà avvenire:
– da parte dei fornitori, comunicati dagli esportatori abituali nelle dichiarazioni di intento acquisite dall’Agenzia delle Entrate, mediante i servizi telematici dell’Agenzia, consultando il proprio Cassetto fiscale;
– da parte degli intermediari già delegati dai fornitori degli esportatori abituali, sempre mediante la consultazione del proprio Cassetto fiscale.
E così, la semplificazione introdotta dal decreto Crescita risulta operativa a distanza di due mesi rispetto a quella che era la decorrenza originariamente prevista.
Per ulteriori informazioni rivolgersi all’ufficio tributario, tel 0574 40291