PRINCIPALI MISURE FISCALI LEGGE DI BILANCIO 2022

LE PRINCIPALI MISURE DI CARATTERE FISCALE CONTENUTE NELLA LEGGE N. 234/2021
RECANTE “BILANCIO DI PREVISIONE DELLO STATO PER L’ANNO FINANZIARIO 2022 E
BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2022-2024”


Si illustrano di seguito le principali disposizioni di carattere fiscale contenute nella Legge n. 234/2021 pubblicata in G.U. n. 310 del 31 dicembre 2021. Si evidenzia, inoltre, che i contenuti del D.L. n. 157/2021 (Misure urgenti per il contrasto alle frodi nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche) e del D.L. n. 209/2021 (Misure urgenti finanziarie e fiscali), sono stati fatti confluire all’interno della Legge di bilancio in oggetto. Al riguardo, restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base delle citate norme.



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Il tax credit per la vendita al dettaglio di giornali e periodici

giornaliCon l’obiettivo di sostenere il settore della vendita al dettaglio di giornali e periodi, la Legge di bilancio per il 2019 ha introdotto una nuova fattispecie di credito d’imposta. In particolare, destinatari dell’agevolazione sono gli esercenti delle attività commerciali che operano esclusivamente nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici. Per espressa previsione normativa, il bonus ha una durata temporalmente circoscritta: il tax credit, infatti, è riconosciuto per il 2019 e il 2020.

Ai fini della sua concreta determinazione, il credito d’imposta, stabilito nella misura massima di 2.000 euro, deve essere parametrato agli importi che gli esercenti interessati pagano a titolo di Imu, Tasi, Cosap e Tari con riferimento ai locali dove si svolge l’attività di vendita di giornali, riviste e periodici al dettaglio, nonché alle eventuali spese di locazione sostenute o ad altre spese che saranno individuate con un successivo decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, anche in relazione all’assenza di punti vendita della stampa nel territorio comunale.

Sotto il profilo soggettivo, è previsto, inoltre, che il credito d’imposta si estenda anche agli esercenti attività commerciali non esclusivi a condizione, però, che la stessa attività commerciale rappresenti l’unico punto vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici nell’ambito del comune di riferimento.

Il credito d’imposta deve essere utilizzato esclusivamente in compensazione, utilizzando il modello di versamento F24.

Aumento delle Sanzioni in materia di Lavoro

legge-di-bilancio-2019-cosa-prevede-testo-flat-tax-reddito-di-cittadinanza-pace-fiscaleLa Legge di Bilancio 2019 ha disposto, tra l’altro, l’aumento degli importi relativi a sanzioni per taluni comportamenti elusivi in ambito lavoristico che si riassumono nella seguente tabella. Altre sanzioni soggette ad aumento saranno identificate con apposito decreto ministeriale.

Maxisanzione per lavoro sommerso

 

Riferimento legislativo

 

Tipologia sanzione

 

Importo sino al

31/12/2018 (*)

 

Importo dal

01/01/2019 (*)

 

 

 

 

Art. 3, DL n. 12/2002

Sino a 30 gg

di lavoro effettivo

 

Da 1.500 a 9.000 euro

 

Da 1.800 a 10.800 euro

Da 31 a 60 gg

di lavoro effettivo

 

Da 3.000 a 18.000 euro

 

Da 3.600 a 21.600 euro

Da 61 gg

di lavoro effettivo

 

Da 6.000 a 36.000 euro

 

Da 7.200 a 43.200 euro

 (*)   La sanzione  si intende  per ciascun lavoratore irregolare rilevato.

Intermediazione,  somministrazione e appalto illeciti

 

Casistica

Importo sino al

31/12/2018

 

Importo dal 01/01/2019

Importo sanzione depenalizzato
Sanzioni ex articolo 18, comma 1, D.Lgs n. 276/2003
 

Esercizio non autorizzato  dell’attività di som- ministrazione (*)

50 euro per ogni lavora- tore occupato  e per ogni gg di lavoro 60 euro per ogni lavora- tore occupato  e per ogni gg di lavoro Non inferiore a 5.000 euro né superiore a

50.000 euro

 

Esercizio non autorizzato dell’attività di inter- mediazione a scopo di lucro (*)

Arresto fino a 6 mesi e ammenda da 1.500 a

7.500 euro

Arresto fino a 6 mesi e ammenda da 1.800 a

9.000 euro

 

 

Esercizio non autorizzato dell’attività di inter- mediazione senza scopo di lucro (*)

 

Da 500 a 2.500 euro

 

Da 600 a 3.000 euro

Non inferiore a 5.000 euro né superiore a

10.000 euro

Esercizio non autorizzato  dell’attività di ricer- ca e selezione del personale o di supporto alla ricollocazione professionale a scopo di lucro  

Da 750 a 3.750 euro

 

Da 900 a 4.500 euro

Non inferiore a 5.000 euro né superiore a

10.000 euro

Esercizio non autorizzato  dell’attività di ricer- ca e selezione del personale o di supporto alla ricollocazione professionale senza scopo di lucro  

 

Da 250 a 1.250 euro

 

 

Da 300 a 1.500 euro

 

Non inferiore a 5.000 euro né superiore a

10.000 euro

Sanzioni ex articolo 18, comma 2, D.Lgs n. 276/2003
 

Utilizzatore che ricorre alla somministrazione da parte di soggetti non autorizzati (*)

50 euro per ogni lavora- tore occupato  e per ogni gg di lavoro 60 euro per ogni lavora- tore occupato  e per ogni gg di lavoro Non inferiore a 5.000 euro né superiore a

50.000 euro

Sanzioni ex articolo 18, commi 4 e 4-bis, D.Lgs n. 276/2003
Richiesta di compensi al lavoratore per avviar- lo a prestazioni lavorative in somministrazio- ne, ovvero per contratto diretto  presso  l’uti- lizzatore, anche  in seguito  a somministrazio- ne  

Arresto non superiore ad un anno o ammenda da 2.500 a 6.000 euro

 

Arresto non superiore ad un anno o ammenda da 3.000 a 7.200 euro

 

 

Sanzioni ex articolo 18, comma 5-bis, D.Lgs n. 276/2003
 

Appalto illecito (*)

50 euro per ogni lavora- tore occupato  e per ogni gg di lavoro 60 euro per ogni lavora- tore occupato  e per ogni gg di lavoro Non inferiore a 5.000 euro né superiore a

50.000 euro

 

Distacco illecito (*)

50 euro per ogni lavora- tore occupato  e per ogni gg di lavoro 60 euro per ogni lavora- tore occupato  e per ogni gg di lavoro Non inferiore a 5.000 euro né superiore a

50.000 euro

(*)     Nel caso di sfruttamento di minori, la pena è dell’arresto fino a 18 mesi e l’ammenda è aumentata fino al sestuplo.

Orario di lavoro

 

Casistica

 

Frequenza

Importo sino al

31/12/2018

 

Importo dal 01/01/2019

 

 

Superamento durata massima dell’orario di lavoro (oltre le 48 ore settimanali, compreso straordinario)

Fino a 5 lavoratori Da 200 a 1.500 euro Da 240 a 1.800 euro
Oltre 5 lavoratori o in al- meno 3 periodi (*)  

Da 800 a 3.000 euro

 

Da 960 a 3.600 euro

Oltre 10 lavoratori o in al- meno 5 periodi (*) (**)  

Da 2.000 a 10.000 euro

 

Da 2.400 a 12.000 euro

 

 

Mancata effettuazione  riposo  settimanale (24 ore consecutive  ogni 7 giorni, da cumu- lare con il riposo giornaliero, calcolate come media in un periodo di 14 gg)

Fino a 5 lavoratori Da 200 a 1.500 euro Da 240 a 1.800 euro
Oltre 5 lavoratori o in al- meno 3 periodi (*)  

Da 800 a 3.000 euro

 

Da 960 a 3.600 euro

Oltre 10 lavoratori o in al- meno 5 periodi (*) (**)  

Da 2.000 a 10.000 euro

 

Da 2.400 a 12.000 euro

 

Ferie annuali retribuite  (in misura inferiore a 4 settimane annue, con godimento di al- meno 2 settimane consecutive  nell’anno di maturazione e delle restanti due nei 18 mesi successivi)

Fino a 5 lavoratori Da 100 a 600 euro Da 120 a 720 euro
Oltre 5 lavoratori o in al- meno 2 anni  

Da 400 a 1.500 euro

 

Da 480 a 1.800 euro

Oltre 10 lavoratori o in al- meno 4 anni (*)  

Da 800 a 4.500 euro

 

Da 960 a 5.400 euro

 

 

 

Mancata  effettuazione   riposo  giornaliero

(11 ore consecutive di riposo ogni 24 ore)

Fino a 5 lavoratori Da 100 a 300 euro Da 120 a 360 euro
Oltre 5 lavoratori o in al- meno 3 periodi di 24 ore  

Da 600 a 2.000 euro

 

Da 720 a 2.400 euro

Oltre 10 lavoratori o in al- meno 5 periodi di 24 ore (*)  

Da 1.800 a 3.000 euro

 

Da 2.160 a 3.600 euro

(*)  Con “periodi” si intende il periodo di riferimento nel quale calcolare la durata media dell’orario di lavoro, pari a 4 mesi ai sensi dell’articolo 4, comma 3 del D.Lgs n. 66/2003, ovvero la diversa durata individuata dai contratti collettivi.

(**) In questo caso, non è ammesso il pagamento in forma ridotta ex art. 16, Legge n. 689/1981.

L’INL, con la circolare n. 2/2019, ha ricordato che le maggiorazioni trovano applicazione in relazione a condotte che si realizzano a partire dal 2019, tenendo presente che la collocazione temporale di condotte a carattere permanente va individuata nel momento in cui cessa la condotta stessa (ad esempio il mantenimento di un lavoratore “in nero” a cavallo tra il 2018 e il 2019 sarà soggetto ai nuovi importi sanzionatori).

Le previgenti disposizioni dell’articolo 14, D.L. 145/2013, che già avevano previsto il raddoppio degli importi sanzionatori contenuti nell’articolo 18-bis, commi 3 e 4, D.Lgs. 66/2003, in materia di orario di lavoro, fatta eccezione “delle sanzioni previste per la violazione dell’articolo 10, comma 1, del medesimo decreto legislativo”; si pongono in sistema con quelle di nuova introduzione nel senso che gli importi sanzionatori indicati dalla Legge di Bilancio sono da intendersi sin da subito aumentati e applicabili in relazione a condotte temporalmente riferibili al 2019.

Estromissione agevolata degli immobili strumentali per imprenditori individuali

manovra-testo-maxiemendamento-legge-di-bilancio-2019-ultime-novita-notizieL’articolo 1, comma 66, L. 145/2018 (Legge di bilancio 2019) ha riproposto l’estromissione agevolata dell’immobile strumentale dal patrimonio dell’imprenditore individuale, dietro versamento di un’imposta sostitutiva. Possono essere estromessi i beni immobili strumentali di cui all’articolo 43, comma 2, Tuir, posseduti dall’imprenditore alla data del 31 ottobre 2018 e precisamente i beni immobili:

• Strumentali per destinazione, cioè utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’impresa indipendentemente dalle caratteristiche specifiche;

• Strumentali per natura, cioè immobili “che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni” e che si considerano strumentali anche se non utilizzati direttamente dall’imprenditore o anche se dati in locazione o comodato.

Sono quindi strumentali per natura gli immobili rientranti nei gruppi catastali B, C, D, ed E e nella categoria A/10 qualora la destinazione ad ufficio sia prevista nella licenza o concessione edilizia, anche in sanatoria. Tali immobili possono essere estromessi dal regime di impresa anche se non sono impiegati nel ciclo produttivo dell’impresa o non lo sono direttamente, perché dati a terzi in locazione o comodato.

L’opzione per fruire dell’agevolazione deve essere effettuata entro il 31 maggio 2019 ed ha effetto dal 1° gennaio 2019; essa è desumibile dal comportamento concludente dell’imprenditore, fermo restando il perfezionamento dell’opzione con l’indicazione nella dichiarazione dei redditi dei valori dei beni estromessi e della relativa imposta sostitutiva.

Per quanto riguarda la base imponibile dell’imposta sostitutiva, essa è data dalla differenza tra:

• Il valore normale dei beni, determinato o in base al valore di mercato di cui all’articolo 9 Tuir, o in base all’applicazione all’ammontare delle rendite risultanti in catasto dei moltiplicatori determinati con i criteri e le modalità previsti dall’articolo 52 D.P.R. 131/1986;

• Il relativo valore fiscalmente riconosciuto, ovvero il valore iscritto nel libro degli inventari oppure nel registro dei beni ammortizzabili, al netto delle quote di ammortamento fiscalmente dedotte fino al periodo d’imposta 2018 e tenendo conto di eventuali rivalutazioni fiscalmente rilevanti. Per effetto di quanto previsto dall’articolo 36, comma 7, D.L. 223/2006, nella determinazione del valore fiscalmente riconosciuto degli immobili occorrerà tenere conto anche del valore attribuito alle aree occupate dalla costruzione al lordo degli ammortamenti fiscalmente non deducibili.

L’esclusione dei beni dal patrimonio dell’impresa comporta il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e dell’Irap in misura pari all’8% della differenza tra il valore normale ed il valore fiscalmente riconosciuto di ciascun bene che si intende estromettere.

Tale imposta sostitutiva va versata in due rate: il 60% entro il 2 dicembre 2019, la restante parte entro il 16 giugno 2020 (senza interessi).