BANDO FORMAZIONE E LAVORO 2022 – CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO

E’ stato pubblicato  il bando della Camera di Commercio di Pistoia e Prato per elargire contributi a fondo perduto per:

  • supportare e accompagnare le micro, piccole e medie imprese delle Province di Pistoia e di Prato nell’inserimento in azienda di risorse umane e/o di nuove figure professionali;
  • sostenere le esperienze formative in situazione ed in materia di orientamento al lavoro e alle professioni per lo sviluppo delle competenze;

La dotazione finanziaria per il presente bando per l’anno 2022 è pari ad € 70.500,00.

Le agevolazioni saranno accordate sotto forma di contributo a fondo perduto.

Nello specifico il bando è diviso in 3 LINEE di intervento:

Linea 1 – Realizzazione di percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO – ex Alternanza Scuola-Lavoro) .

La presente linea prevede l’erogazione di un contributo pari ad € 500,00 per ogni percorso o stage attivato dall’impresa richiedente il contributo fino ad un massimo di tre.

Linea 2 – Inserimento in azienda di soggetti frequentanti corsi ITS, IFTS, Universitari, dei CFP, per lo svolgimento di percorsi formativi o stage curriculari finalizzati alla transizione al lavoro. 

La presente linea prevede l’erogazione di un contributo pari ad € 500,00 per ogni percorso o stage attivato dall’impresa richiedente il contributo fino ad un massimo di tre.

Linea 3 – Inserimento in azienda di giovani con età compresa fra i 18 e 39 anni con contratto di apprendistato, e/o contratto di lavoro subordinato a tempo determinato (dalla durata di almeno 12 mesi), e/o contratto di lavoro a tempo indeterminato, per i quali è previsto l’affiancamento di un tutor aziendale per la durata di almeno 3 mesi.

Per la presente linea verrà erogato un contributo pari ad € 2.000,00 per il percorso di inserimento attivato.

MODALITA’ E TERMINI DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

La domanda per la partecipazione al bando, da riprodurre in formato immodificabile PDF, con sottoscrizione digitale, o autografa (in quest’ultimo caso accompagnata dal documento d’identità del titolare o del legale rappresentante dell’impresa richiedente), dovrà essere inviata:

dalle ore 18,00 del 15/09/2022 alle ore 23,59 del 15/10/2022

Per ulteriori informazioni contattare Cescot Prato, l’agenzia formativa di Confesercenti Prato.

Tel. 057440291

LAVORATORI OCCASIONALI: INDICAZIONI OPERATIVE SULLA COMUNICAZIONE OBBLIGATORIA

L’Ispettorato comunica i contenuti e le modalità delle comunicazioni per l’assunzione di lavoratori autonomi occasionali

In sede di conversione del Decreto-legge n. 146/2021, il c.d. Decreto-fiscale 2022, il Governo ha introdotto l’obbligo di comunicare in via preventiva l’instaurazione di un rapporto di lavoro di tipo occasionale, secondo modalità analoghe a quelle già previste per il lavoro a chiamata di cui all’art. 15 del D.Lgs n. 81/2015.

L’Ispettorato precisa, innanzitutto, che la nuova normativa si applica ai soli soggetti che operano in qualità di imprenditori, sono quindi esclusi dell’obbligo di comunicazione preventiva in caso si avvalgano di lavoratori autonomi occasionali i liberi professionisti, gli studi professionali, le fondazioni, le associazioni ed ogni altro soggetto che non riveste tale qualifica.

Il contenuto della comunicazione

La comunicazione copre i 30 giorni di calendario, anche frazionati, successivi alla data di inizio della prestazione indicata e deve indicare quale contenuto minimo, risultando altrimenti omessa:

  • Dati identificativi del committente e del prestatore;
  • Luogo della prestazione;
  • Sintetica descrizione dell’attività lavorativa;
  • Data di inizio e presumibile durata temporale di conclusione dell’opera o del servizio (se superiore ai 30 giorni dovrà essere effettuata una nuova comunicazione al loro termine);
  • Compenso qualora stabilito al momento dell’incarico.

La comunicazione potrà essere annullata o modificata in qualunque momento fino alla data di inizio della prestazione, eventuali errori che non incidano sulla identificazione delle parti, sulla durata, sulla data di inizio o sul luogo della prestazione in ogni caso non ne determineranno la omissione.

La nuova normativa impone maggiore attenzione, in particolare, sui rapporti di lavoro occasionale di lunga durata, in relazione ai quali si rende necessaria, prima di procedere all’invio di più comunicazioni consecutive in relazione allo stesso rapporto, una riflessione sulla effettiva natura occasionale del rapporto, dovendo altrimenti ricorrere, anche in considerazione di simili forme di controllo, ad altre forme contrattuali, come il rapporto a tempo determinato o le collaborazioni coordinate e continuative di cui all’art. 2 del D.Lgs 81/2015.

Di seguito è possibile scaricare gli allegati: il modello di comunicazione e l’elenco degli indirizzi mail attivati dagli Ispettorati per l’invio della Comunicazione. Si ricorda che ai fini della individuazione dell’Ispettorato competente deve considerarsi il luogo della prestazione.

Tale modulistica poteva essere inviata attraverso PEC fino al 30.04.2022 mentre dal 1 Maggio 2022 l’unico canale valido per le comunicazioni obbligatorie dei lavoratori occasionali sarà l’applicazione dedicata sul Portale Servizi lavoro del Ministero accessibile attraverso SPID O CNS. 

Allegati

Le sanzioni

In caso di omissione o di ritardo nella comunicazione la nuova normativa prevede, a carico del datore di lavoro inadempiente, una sanzione amministrativa da euro 500,00 a euro 2.500,00 per lavoratore.

I rischi, tuttavia, non si limitano alla sanzione pecuniaria, infatti in caso di ispezione i lavoratori autonomi occasionali irregolari presenti in azienda sono contati ai fini della sospensione dell’attività per lavoro nero prevista dal D.Lgs n. 81/2008, come recentemente modificato, nel caso in cui i lavoratori per i quali non risulti inviata preventiva comunicazione di assunzione (e/o preventiva comunicazione di lavoro occasionale) superino il 10% dei lavoratori dell’azienda.

Per ulteriori informazioni contattare i nostri uffici. Tel. 0574 40291

DAL 15 FEBBRAIO OBBLIGO GREEN PASS RAFFORZATO PER TUTTI I LAVORATORI OVER 50

Nuova funzione dedicata su App VerificaC19

Si ricorda che dal 15 febbraio 2022 il green pass rafforzato, cioè esclusivamente per vaccinazione o guarigione, è richiesto a tutti i lavoratori pubblici e privati a partire dai 50 anni di età, per accedere ai luoghi di lavoro. L’obbligo resta in vigore fino al 15 giugno 2022, mentre dall’8 gennaio 2022 è in vigore l’obbligo vaccinale per tutti i cittadini che hanno compiuto 50 anni.

Per semplificare la verifica di tutti i green pass durante l’ingresso ai luoghi di lavoro è disponibile una nuova tipologia di verifica sull’app VerificaC19.

Aggiornamento applicazione VerificaC19
È sufficiente che i verificatori aggiornino l’applicazione sul proprio dispositivo mobile e selezionino la tipologia “LAVORO” prima di effettuare la scansione dei QR code. L’App considera validi, in modo automatico, i green pass generati da vaccinazione, da guarigione o da tampone fino ai 49 anni di età. Dai 50 anni compiuti in su, ammette solo i green pass generati da vaccinazione o da guarigione.

Certificazioni di esenzione digitalizzate
ATTENZIONE! L’App, inoltre, considera valide anche le certificazioni di esenzione dalla vaccinazione che possono essere presentate da chi è esente dalla vaccinazione per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate. Dallo scorso 7 febbraio, infatti, le certificazioni di esenzione dalla vaccinazione anti COVID-19 vengono emesse esclusivamente in formato digitale. Chi è già in possesso di un precedente certificato di esenzione cartaceo ha tempo fino al 27 febbraio 2022 per richiedere la nuova certificazione digitale con il QR code. Dopo tale data le certificazioni prive di QR code non potranno più essere utilizzate, neanche per accedere ai luoghi di lavoro.

MISURE ULTIMO DECRETO – GREEN PASS E ESTENSIONI

Nella Gazzetta ufficiale del 7 gennaio 2022 è stato è stato pubblicato il Decreto-legge 1 – 2022.

Oltre ad aggiornare le regole per la gestione dei casi di positività nella scuola, il Decreto prevede novità essenziali per le attività economiche.

ESTENSIONE GREEN PASS BASE

Dal 20 gennaio 2022 è necessario il green pass base (ottenibile anche con tampone negativo) per accedere ai servizi alla persona.

Quanto ai servizi alla persona, una FAQ del Governo chiarisce che, ai fini del decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1, si intendono per “servizi alla persona” le seguenti attività:

  • saloni di barbieri e parrucchieri;
  • centri estetici;
  • centri benessere (l’accesso ai quali è assoggettato peraltro dal 10 gennaio scorso a “green pass rafforzato”);
  • istituti di bellezza;
  • servizi di manicure e pedicure;
  • attività di tatuaggio e piercing;
  • sartorie;
  • lavanderie e tintorie, anche industriali;
  • pompe funebri.

Dal 1 febbraio 2022 sarà necessario avere il Green Pass base anche per accedere a pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari, attività commerciali, fatti salvi quelli necessari per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona. 

Una faq del governo ha chiarito che i titolari delle attività per l’accesso alle quali è richiesto il green pass non devono effettuare necessariamente i controlli sul possesso del green pass all’ingresso, ma possono svolgerli a campione successivamente all’ingresso della clientela nei locali. Clicca qui per saperne di più e per scaricare il cartello da esporre nella tua attività.

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha firmato il 21 gennaio 2022 il Dpcm che individua le esigenze essenziali e primarie della persona per soddisfare le quali non è richiesto il possesso del Green Pass, ai sensi del decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1.
La deroga vale per i servizi e le attività che si svolgono, in locali al chiuso, in cinque ambiti:

  • alimentare e prima necessità;

Esercizi specializzati e non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati e altri esercizi non specializzati di alimenti vari); è escluso in ogni caso il consumo sul posto”.

Via libera anche per il “commercio al dettaglio di prodotti surgelati”.

N.B. Chi entra senza Green pass nei supermercati può acquistare tutti i prodotti che vengono venduti, non solo beni di prima necessità. A chiarirlo è il governo in una Faq. “Coloro che accedono agli esercizi commerciali esenti dal Green pass” potranno acquistare “qualsiasi tipo di merce, anche se non legata al soddisfacimento delle esigenze essenziali e primarie individuate dal Dpcm”.

  • sanitario;

Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari, commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie, parafarmacie e altri esercizi specializzati di medicinali anche non soggetti a prescrizione medica), commercio al dettaglio di articoli medicali ed ortopedici in esercizi specializzati, commercio al dettaglio di materiali per ottica.

E’, inoltre, sempre consentito l’accesso per l’approvvigionamento di farmaci e dispositivi medici e, comunque, alle strutture sanitarie e sociosanitarie

  • veterinario

Commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati.

  • di giustizia

E’ consentito l’accesso agli uffici giudiziari e agli uffici dei servizi sociosanitari esclusivamente per la presentazione indifferibile e urgente di denunzie da parte di soggetti vittime di reati o di richieste di interventi giudiziari a tutela di persone minori di età o incapaci, nonché per consentire lo svolgimento di attività di indagine o giurisdizionale per cui è necessaria la presenza della persona convocata.

  • di sicurezza personale

E’ consentito l’accesso agli uffici aperti al pubblico delle Forze di polizia e delle polizie locali, allo scopo di assicurare lo svolgimento delle attività istituzionali indifferibili, nonché quelle di prevenzione e repressione degli illeciti.

Esenti anche a negozi di ottica, benzinai, negozi di legna e pellet e combustibili per uso domestico, negozi per animali domestici, mercati all’aperto e chioschi di edicole all’aperto.

I titolari delle attività di vendita di prodotti alimentari e bevande (per i quali non è richiesto il green pass) verificano che i soggetti privi di green pass non consumino alimenti e bevande sul posto e non devono effettuare ulteriori controlli.

Dal 1 febbraio l’obbligo vaccinale si applica al personale delle università, delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e degli istituti tecnici superiori.

Clicca qui per consultare la tabella delle attività consentite senza/con green pass “base/ “rafforzato”

OBBLIGO VACCINALE PER GLI OVER 50

Dal 1° febbraio al 15 giugno 2022 tutti coloro che hanno compiuto 50 anni, se non vaccinati, saranno sanzionabili: la sanzione prevista è di 100,00 € una tantum e sarà erogata dall’Agenzia dell’Entrate.

SUPER GREEN PASS E LAVORO

Dal 15 febbraio obbligo di green pass rafforzato per tutti i lavoratori (pubblici e privati) e i liberi professionisti di almeno 50 anni. Chi non presenterà la certificazione rafforzata sarà considerato assente ingiustificato, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per i giorni di assenza ingiustificata verrà sospeso lo stipendio.

I lavoratori che accedono al posto di lavoro senza Super green pass infrangono il divieto, pertanto rischiano una sanzione amministrativa da euro 600 a euro 1.500 e restano ferme le conseguenze disciplinari secondo i rispettivi ordinamenti di settore 

ESTENSIONI SUPER GREEN PASS GIA’ PREVISTE IN RICETTIVI E ALTRI

Da lunedì 10 gennaio entreranno comunque in vigore le estensioni di utilizzo del Green pass rafforzato in strutture ricettive, feste, fiere ed altre realtà, già previste dal Dl 229 del 30 dicembre.

PROMEMORIA- ALTRI AGGIORNAMENTI RECENTI:

  • Dal 1° febbraio 2022 la durata dei Green pass rafforzato (o “Super”) è ridotta da 9 a 6 mesi.
  • L’intervallo minimo tra la seconda e terza dose del vaccino anti Covid è ridotto a 4 mesi.
  • Fino alla cessazione dello stato di emergenza è obbligatorio utilizzare la mascherine di tipo FFP2 per l’accesso a tutti i mezzi di trasporto e per tutti gli spettacoli aperti al pubblico al chiuso o all’aperto in sale teatrali, sale da concerto, cinema, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali assimilati, compresi gli eventi e le competizioni sportive sia che si svolgano al chiuso che all’aperto. In questo periodo e in questi luoghi, diversi dai servizi di ristorazione, è vietato il consumo di cibi e bevande al chiuso.
  • Per lo stesso periodo è richiesto il Super Green pass anche per il consumo di cibi e bevande al banco del bar.
  • Il Green pass base è richiesto per la frequenza di corsi di formazione in presenza.
  • Fino al 10 Febbraio 2022, per evitare assembramenti, sono vietate le feste ed i concerti in spazi aperti; restano chiusi le discoteche ed i locali da ballo.

L’intrattenimento con musica dal vivo nei ristoranti e locali assimilati resta possibile, secondo quando chiarito il 31 dicembre 2021 dal Dipartimento per gli Affari Giuridici e Legislativi del Consiglio dei Ministri, in risposta a quesito inoltrato dal Coordinamento delle Regioni, affermando che esso non può considerarsi vietato essendo riconducibile all’attività di ristorazione e non a quella che si svolge in sale da ballo, discoteche e locali assimilati.

GREEN PASS LAVORO: NOVITA’ PER LE IMPRESE

Con la legge del 19 novembre 2021, n. 165 pubblicata in Gazzetta Ufficiale. n. 277, del 20.11.2021 sono state introdotte le seguenti novità nel “decreto green pass lavoro”.

Fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di prevenire la diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2, viene imposto a chiunque svolge una attività lavorativa nel settore privato l’obbligo, ai fini dell’accesso ai luoghi in cui la predetta attività è svolta, di possedere e di esibire, su richiesta, la certificazione verde COVID-19 (green pass); tale disposizione si applica anche a tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione, anche in qualità di discenti, o di volontariato nei luoghi di cui al comma 1, anche sulla base di contratti esterni.

Per i lavoratori in somministrazione la verifica del rispetto delle prescrizioni compete all’utilizzatore; è onere del somministratore informare i lavoratori circa la sussistenza delle prescrizioni previste.

Controlli del green pass e possibili esenzioni

Il decreto prevede che i lavoratori possono richiedere di consegnare al proprio datore di lavoro copia della propria certificazione verde Covid-19. I lavoratori che consegnano la predetta certificazione, per tutta la durata della relativa validità, sono esonerati dai controlli da parte dei rispettivi datori di lavoro». Questa possibilità offerta ai lavoratori semplifica per le aziende la gestione dei controlli del green pass.

Sostituzione dei lavoratori che ne sono privi

Il decreto è stato modificato anche nella parte relativa alle sostituzioni dei dipendenti privi di green pass nelle aziende con meno di quindici dipendenti. La versione originaria prevedeva una sostituzione  – senza conseguenze disciplinari e con diritto alla  conservazione del posto di lavoro per il lavoratore sospeso – per un massimo di dieci giorni rinnovabile per una sola volta. Le novità consistono nel computo, nel periodo di dieci giorni, dei soli giorni lavorativi, nonché nella possibilità di rinnovare il periodo di dieci giorni anche per più volte, fino al 31 dicembre 2021.

Scadenza della sua validità in corso di prestazione lavorativa

Il testo approvato chiarisce un punto sinora controverso. Per i lavoratori dipendenti pubblici e privati la scadenza della validità della certificazione verde Covid–19 in corso di prestazione lavorativa non dà luogo a sanzioni: in questo caso, infatti, la permanenza del lavoratore sul luogo di lavoro è consentita. Tale deroga, però, vale esclusivamente per il tempo necessario a portare a termine il turno di lavoro.

Campagne informative sulla vaccinazione anti – Covid

Al fine di garantire il più elevato livello di copertura vaccinale e al fine di proteggere, in modo specifico, i soggetti a rischio, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza, i datori di lavoro pubblici e privati  possono promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione sulla necessità e sull’importanza della vaccinazione anti–Covid; le campagne di  informazione sono dirette alla tutela della salute dei dipendenti e al contrasto e al contenimento della diffusione dell’infezione negli ambienti di lavoro. Per tali finalità i datori di lavoro si avvalgono del medico competente.

TOSCANAJOBS.IT EBCT TOSCANA IL PORTALE AL SERVIZIO DI CITTADINI E IMPRESE

Il servizio gratuito che facilita l’incrocio domanda-offerta di lavoro

Un portale gratuito al servizio di cittadini e imprese per agevolare l’incrocio domanda/offerta di lavoro.

EBCT Toscana presenta www.toscanajobs.it, il nuovo strumento nato per sostenere sia tutte quelle persone che sono alla ricerca di un lavoro, sia le aziende che ricercano personale qualificato in linea con le loro esigenze.

Una volta iscritti, i cittadini potranno candidarsi per tutte le offerte di lavoro disponibili, e saranno inoltre registrati (nel pieno rispetto delle norme sulla gestione dei dati personali) in un sistema informativo, che permetterà di incrociare le loro competenze e capacità anche con le future offerte di posizioni lavorative.

Le imprese, dal canto loro, potranno pubblicare i propri annunci di lavoro, che verranno pubblicizzati dal portale, e che potranno “incrociarsi” anche con il data- base dei candidati già registrati.

Il progetto è realizzato grazie ad un significativo investimento di EBCT – Ente Bilaterale del Commercio e del Turismo della Toscana – istituito da Confesercenti Toscana e dalle organizzazioni sindacali Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, Uiltucs, ed accreditato a livello nazionale per i Servizi al Lavoro,

I candidati possono iscriversi gratuitamente al portale, sia in autonomia, sia grazie al supporto degli sportelli informativi attivati presso le sedi dei sindacati (Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, Uiltucs).

Le imprese possono segnalare il proprio interesse attraverso il portale, per essere poi tempestivamente contattate dagli uffici Confesercenti di competenti per territorio.

Le imprese pratesi possono contattare gli uffici di Confesercenti Prato con sede in via Pomeria 71/b, al numero di telefono 057440291.

Un’importante opportunità per disoccupati, lavoratori ed imprese, per sostenere la ripartenza e dimostrare, nuovamente, il forte impegno di EBCT nelle presenti e future sfide del mondo del lavoro al fianco delle Istituzioni e dei Servizi Regionali per l’Impiego; uno strumento innovativo di gestione dell’incrocio domanda-offerta di lavoro, con un sistema dinamico che intende agevolare tutti coloro che sono alla ricerca di una opportunità lavorativa ed anche le imprese nella ricerca di professionalità e di competenze.

LA RIFLESSIONE DI ASCANIO MARRADI DIRETTORE DI CONFESERCENTI PRATO “PRIMO WEEKEND COL GREEN PASS SUI LUOGHI DI LAVORO, NIENTE INTOPPI. TANTO TUONO’ CHE NON PIOVVE”

L’associazione di via Pomeria sintetizza così l’esordio nel territorio pratese della nuova normativa

Confesercenti Prato, nel corso della giornata di lunedì, ha effettuato una indagine interna tra i propri iscritti che ha preso come campione aziende commerciali di qualunque settore merceologico. Alla domanda se l’imprenditore nella propria azienda avesse avuto problemi il 92,5% ha risposto di no mentre il 7,5% ha risposto di sì.

Alla domanda se nella azienda ci fossero lavoratori sprovvisti di green pass il 93% ha risposto di no e solo il 7% ha registrato lavoratori senza green pass. Alla domanda se nel caso in cui in azienda ci fossero lavoratori sprovvisti di green pass il datore di lavoro avrebbe proceduto ad una sostituzione temporanea il 61% ha risposto negativamente mentre il 39% ha dichiarato che avrebbe provveduto alle sostituzioni.

Infine il 70% degli intervistati ha espresso un giudizio positivo sulla normativa che regola il green pass mentre il 30% ha dichiarato il proprio giudizio negativo. Tutto bene quindi? Non proprio. Anzi. “Se è vero che nel commercio il green pass incide in maniera quasi irrilevante sulla disponibilità di dipendenti e collaboratori – commenta Ascanio Marradi, direttore Confesercenti Prato – è altrettanto vero che la nuova norma rappresenta comunque un appesantimento burocratico per la gestione delle nostre imprese e oltretutto nel nostro mondo molti operatori temono che il green pass possa avere conseguenze sul funzionamento della logistica e di conseguenza su disponibilità e costi delle forniture. Comunque siamo consapevoli che se non si raggiunge il livello massimo delle vaccinazioni – conclude Marradi – ci saranno conseguenze negative per tutto il mondo della piccola impresa commerciale. Sia chiaro a tutti: la Confesercenti di Prato è a favore della campagna di vaccinazione e riteniamo utile in generale l’uso del Green pass che sta diventando una sorta di passepartout per scongiurare la chiusura della attività commerciali”.

CONVERSIONE DEL D.I. SOSTEGNI BIS: LE PRINCIPALI MODIFICHE INTRODOTTE

Di seguito le principali modifiche introdotte nel D.I. Sostegni Bis

Per leggere i seguenti contenuti cliccare sul “+“:

DECRETO SOSTEGNI: PRINCIPALI NOVITA’ IN MATERIA DI LAVORO

Il DECRETO-LEGGE 22 marzo 2021, n. 41 fa seguito a quell’insieme di misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19. Esaminiamo di seguito le principali previsioni.

Per leggere i seguenti contenuti cliccare sul “+

Alcuni argomenti saranno oggetto di specifiche comunicazioni non appena disponibili i decreti attuativi nonché le interpretazioni degli enti preposti; nel frattempo i nostri uffici restano a disposizione per ulteriori chiarimenti. tel. 0574 40291

MANIFESTAZIONE #SALVIAMOLEIMPRESE: LE RICHIESTE DELLE IMPRESE DEL TERZIARIO PER UNA DIVERSA GESTIONE DELLA PANDEMIA

#Salviamoleimprese Salute e lavoro possono convivere

Si è svolta lunedì 1 marzo 2021 a Prato da Piazza del Comune alla Prefettura la grande mobilitazione che ha coinvolto tutti gli imprenditori del terziario per reclamare una diversa gestione dell’emergenza, alternativa alle chiusure imposte dalle normative antiCovid.

Il seguente documento, che riassume le istanze degli imprenditori e dei professionisti del settore terziario (commercio, turismo e servizi) è stato consegnato ai Prefetti delle province di Pistoia e di Prato con la preghiera di farsi interprete a livello nazionale della necessità di una diversa gestione dell’emergenza pandemica, che non è più solo sanitaria, ma è diventata anche economica, in maniera sempre più drammatica con il passare dei mesi.

È infatti trascorso ormai un anno dall’esplosione della pandemia da COVID in Italia. Nell’immediato è stato giusto e doveroso ricorrere a misure drastiche per contenere la diffusione del virus. Anzi, le associazioni di categoria e gli imprenditori del terziario sono stati i primi a credere nell’opportunità di chiusure che potessero fermare l’epidemia.

Dopo il primo lockdown, abbiamo accettato con grande senso di responsabilità tutte le misure di sicurezza che venivano imposte alle nostre attività dal Governo, investendo tempo e denaro nella formazione degli addetti, nella ridistribuzione e sanificazione degli spazi, nonché nell’acquisto dei dispositivi di protezione individuale.

Nonostante i nostri sforzi, la pandemia non si è arrestata e pare purtroppo ancora lontano il momento in cui potremo dirci completamente fuori dal pericolo. Il piano vaccinale va avanti ancora troppo lentamente e le nostre imprese continuano ad arrancare attingendo ai risparmi personali (i pochi rimasti) dei titolari, ai fidi bancari (che vengono erogati sempre meno) e ai pochi ristori arrivati dal Governo e dalla Regione Toscana.

Siamo fortemente preoccupati non solo per il futuro delle nostre imprese ma anche per quello dell’occupazione, soprattutto alla luce dell’eventuale sblocco al divieto dei licenziamenti.

Non comprendiamo perché, di tutti i settori economici esistenti, solo il terziario sia stato colpito così duramente dalle restrizioni e dalle chiusure.

Negli ultimi dodici mesi, mentre interi comparti del terziario sono stati completamente bloccati (si vedano le palestre, i cinema, i teatri, le discoteche, il settore degli eventi) o possono lavorare solo a singhiozzo e a regime ridotto (ad esempio, i pubblici esercizi o i negozi di moda), imprese di altri settori sono rimaste ferme solo per poco più di 15 giorni. Come se il pericolo di assembramenti e contagi riguardasse esclusivamente le aziende ed i lavoratori del terziario.

Lo Stato non può scaricare sulle nostre spalle tutto il peso di una situazione drammatica, come se la diffusione del contagio dipendesse dalla nostra attività. Se così fosse, la pandemia sarebbe già conclusa da tempo, invece i contagi continuano anche quando le nostre aziende sono chiuse.

– Le nostre attività si svolgono in luoghi controllati e controllabili.

– Se è necessario il vaccino, chiediamo di essere vaccinati.

– Se si devono rivedere i protocolli, siamo pronti a rivederli. Ma questo deve servire a ridarci la dignità del lavoro. 

Noi siamo convinti che salute e lavoro possano e debbano convivere. Ma, soprattutto, pensiamo che “il futuro non si chiude”: dobbiamo quindi imparare a convivere con la pandemia, mettendo in atto – se necessario – misure ancora più restrittive per regolare le nostre attività, ma senza bloccarle totalmente, nel rispetto di quel diritto al lavoro sancito dall’articolo 4 della Costituzione: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società”.

Se il Governo continua, dopo un anno, a non garantire il diritto al lavoro in nome della salute, avrà sulle spalle la responsabilità civile, morale e sociale della distruzione dell’economia nel nostro Paese.

Le richieste del terziario

Queste, in estrema sintesi, le richieste urgenti a sostegno delle imprese di commercio, servizi e turismo:-

riapertura immediata in sicurezza di tutte le attività chiuse;

azzeramento delle imposte per il 2021;

ristori immediati parametrati sulla perdita di fatturato.