GREEN PASS BASE, POSSIBILI CONTROLLI A CAMPIONE

Le Faq del governo: imprese non devono controllare per forza all’ingresso

Il Green Pass base potrà essere controllato ‘a campione’ dalle imprese per le quali è previsto l’obbligo di certificato.

A chiarirlo le Faq del Governo.

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I titolari degli esercizi commerciali diversi da quelli che soddisfano le esigenze alimentari, mediche e di prima necessità ai sensi del dpcm 24 gennaio 2022, si legge nella FAQ non devono effettuare necessariamente i controlli sul possesso del green pass base all’ingresso, ma possono svolgerli a campione successivamente all’ingresso della clientela nei locali.

Onde evitare l’applicazione di sanzioni da parte degli Organi di vigilanza vi consigliamo di esporre il seguente cartello che avvisi il pubblico dell’effettuazione, dal 1° febbraio p.v., dei controlli a campione.

MANCATA PROROGA DELLA CASSA COVID-19, CONFESERCENTI PRATO “PROFONDA DELUSIONE”

Il Presidente Stefano Bonfanti: “Solo nei settori della ricettività, ristorazione, organizzazione viaggi e commercio nella nostra provincia sono a rischio decine e decine di attività economiche e di lavoratori”

“I sostegni decisi dal Governo per le imprese sono un riconoscimento della profonda crisi che colpisce le attività economiche, soprattutto nei settori del commercio e del turismo. Ma le risorse messe in campo rischiano di non essere sufficienti, e su lavoro e credito si deve fare di più”. Così Stefano Bonfanti, presidente Confesercenti Provinciale di Prato, commenta gli interventi del Governo varati nel CdM e nel DPCM firmato dal premier Draghi.

Di fatto, ancora una volta gli imprenditori devono farsi carico dell’onere organizzativo del controllo sul pass vaccinale e, come sempre finora, faranno la loro parte per tutelare la salute di tutti, ma sarebbe meglio puntare sui controlli a campione ed eliminare le sanzioni per le imprese in caso di cliente senza green pass. Il pericolo per i negozi fisici è uno squilibrio ancora più forte a vantaggio del commercio on line.

“L’utilizzo dei codici di settore è sicuramente un passo avanti ma resta, per alcuni il rischio di essere esclusi. Bene le norme sul credito d’imposta per gli affitti e sgravio per le rimanenze di magazzino ed appena sufficienti i tagli in materia di costi energetici. Ancora nessuna risposta invece su moratoria debiti bancari e scadenze fiscali. Esprimiamo infine profonda delusione per gli interventi sul fronte ammortizzatori sociali e per la mancata proroga della cassa Covid-19”, le parole del presidente di Confesercenti Prato.

“Solo nei settori della ricettività, ristorazione, organizzazione viaggi e commercio – conclude il presidente Bonfanti – sono a rischio migliaia di attività economiche e di lavoratori. Un numero considerevole che va ad aggiungersi alle migliaia di imprese costrette a chiudere per sempre i battenti da inizio pandemia. Alla politica, ai partiti politici e soprattutto al Governo e Parlamento chiediamo di sostenere con più vigore le attività nel passaggio attraverso questa nuova fase critica. Ogni impresa chiusa e ogni dipendente senza più un lavoro sono una sconfitta per tutti”.

TITOLI DI CREDITO, “IL GOVERNO PROROGHI LA SCADENZA”

L’appello di Confesercenti e Confcommercio regionali

“Attualmente il periodo di sospensione scade il 31 agosto ma sarebbe auspicabile una proroga almeno al 31 dicembre. È quindi importante e urgente che la decisione del Governo giunga nei tempi più rapidi possibili, per dare la possibilità a molti esercenti di non subire l’ingiuria del protesto a causa di una situazione di cui essi non hanno nessuna colpa e nessuna responsabilità”

“Occorre evitare che i titoli di credito di qualunque natura, inclusi gli assegni, giungano a scadenza e, in caso di incapienza, siano origine di conseguenze a carico dell’ultimo anello della catena distributiva, ovvero le piccole e micro imprese commerciali al dettaglio”.

Così Confesercenti e Confcommercio Toscana intervengono su uno dei temi che maggiormente tocca tutti i settori soprattutto in questa fase.

“È un problema che affligge tutti i settori – fanno notare – con punte di altissima preoccupazione nel settore moda, dove gli effetti della chiusura obbligata dalla pandemia si traducono in magazzini pieni di merce invenduta e da pagare”.

“Il tema è all’attenzione sia delle Federazioni di settore che delle confederazioni nazionali, che già ad aprile hanno ottenuto una sospensione delle procedure per tutti i titoli di credito – sottolineano -. Successivamente era stato presentato un emendamento per prorogare fino a dicembre tale sospensione. Purtroppo, la dinamica dei lavori parlamentari ha impedito che l’emendamento venisse discusso ed inserito nella legge di conversione. Va anche ricordata l’incessante attività svolta dalle associazioni già dalle prime settimane di chiusura, a sostegno e risoluzione delle specifiche problematiche del comparto abbigliamento/moda”.

“Questo – continuano – non ha fermato l’azione delle confederazioni, che mantengono questo punto tra le richieste prioritarie che vengono costantemente poste all’attenzione del Governo e del Parlamento. Attualmente il periodo di sospensione scade il 31 agosto prossimo. È quindi importante e urgente che la decisione del Governo giunga nei tempi più rapidi possibili e con un allungamento del periodo di sospensione almeno fino al 31 dicembre 2020, per dare almeno la possibilità a molti esercenti di non subire l’ingiuria del protesto a causa di una situazione di cui essi non hanno nessuna colpa e nessuna responsabilità”.

“È una problematica che investe tutto il paese e tutti i settori economici – concludono – è per questo che si insiste a livello nazionale, perché gli unici che possono e devono dare risposte sono il presidente del consiglio Conte, il suo Governo ed il Parlamento. Ed è importante spingere, tutti insieme, perché la risposta arrivi rapidamente e nella direzione richiesta”.