SALDI ESTIVI 2022: AL VIA IL 2 LUGLIO

La Giunta Regionale ha deliberato la data di inizio dei saldi estivi 2022. Ecco cosa stabilisce la delibera:

  • 2 luglio 2022 (primo sabato del mese di luglio) data di inizio delle vendite di fine stagione estiva;

  • la durata delle vendite di fine stagione estiva in sessanta giorni;

  • di richiamare l’articolo 109, comma 2, della l.r. 62/2018, ai sensi del quale è vietato effettuare vendite promozionali dei prodotti del settore merceologico non alimentare di carattere stagionale che formano oggetto delle vendite di fine stagione nei trenta giorni precedenti l’inizio delle suddette vendite.

SALDI INVERNALI: POSTICIPATO L’INIZIO AL 30 GENNAIO 2021

La giunta regionale Toscana con delibera n. 1512 del 30 novembre 2020 posticipa la data dei saldi invernali 2021.

In questo caso infatti, considerato lo stato di emergenza legato alla pandemia, i saldi non partiranno il giorno prima dell’Epifania, come sarebbe dovuto essere, ma sabato 30 gennaio.

La delibera contiene i seguenti punti:

1. di individuare, per l’anno 2021, nella data del 30 gennaio, coincidente con l’ultimo sabato del mese di gennaio, la data di inizio delle vendite di fine stagione invernale;
2. di stabilire, per l’anno 2021, la durata delle vendite di fine stagione invernale in trenta giorni;
3. di sospendere, limitatamente alle vendite di fine stagione invernale dell’anno 2021, il divieto di svolgere vendite promozionali dei prodotti del settore merceologico non alimentare di carattere stagionale che formano oggetto delle vendite di fine stagione nei trenta giorni precedenti alle suddette vendite.

Quindi le vendite scontate dureranno per tutto febbraio e riguarderanno come sempre scarpe, abbigliamento e accessori ed una maggiore flessibilità per le promozioni, che potranno iniziare, se le aziende lo vorranno, a partire dal 1 gennaio.

BLACK FRIDAY: FISMO CONFESERCENTI, CON CHIUSURE FORZATE DEI NEGOZI PASSANO AL WEB 83 MILIONI DI EURO DI VENDITE AL GIORNO

“Grande delusione per il mancato accordo sullo spostamento delle promozioni, persa l’occasione per fare qualcosa di concreto per le imprese. Dove possibile, i consumatori scelgano i negozi”  

Black Friday e Black Weekend, quest’anno, marcano davvero un periodo nero per il commercio. Le restrizioni imposte ai negozi, dalle chiusure forzate nelle regioni rosse e arancioni allo stop nel fine settimana imposto alle attività di gallerie e centri commerciali, rende impossibile alle imprese di vicinato partecipare all’evento promozionale. Uno squilibrio concorrenziale che rischia di spostare dai negozi fisici al web 83 milioni di euro di vendite al giorno dall’inizio della settimana del Black Friday al termine degli sconti.

A stimarlo è Fismo, l’associazione delle imprese del commercio moda Confesercenti.

Ed è proprio la spesa in abbigliamento e accessori a subire il travaso più rilevante, con 25 milioni di euro al giorno di spesa delle famiglie dirottate verso il web. Ma lo squilibrio concorrenziale ha un impatto significativo anche su giochi e giocattoli per ragazzi e bambini (20 milioni di euro trasferiti verso l’ecommerce ogni giorno), la tecnologia e gli elettrodomestici (15 milioni al giorno per entrambi i comparti), e la vendita di libri (circa 300mila euro al giorno). 

“Abbiamo presentato un esposto all’antitrust per segnalare la grave distorsione della concorrenza che si è creata con le restrizioni anti-contagio: mentre i negozi sono chiusi, il web agisce in condizioni di monopolio o quasi, è un problema che va risolto, soprattutto se le norme di contenimento dovessero essere prorogate”, spiega Massimo Bettazzi, Presidente di Fismo Confesercenti Prato. 

“Una situazione che diventa esplosiva nella settimana del Black Friday, ormai diventato il maggiore evento promozionale dell’anno del commercio, e in particolare del commercio moda, dopo i saldi. Per ridurre il gap abbiamo chiesto al Governo di esercitare una moral suasion su piattaforme di ecommerce, grande distribuzione e negozi di vicinato per posticipare il Black Friday fino alla data di riapertura dei negozi. Una soluzione che hanno già applicato in Francia, che non danneggia alcuno ma dà a tutti la possibilità di competere. Purtroppo è mancato l’accordo tra i rappresentanti delle imprese: è una grande delusione, così il cosiddetto venerdì nero sarà davvero un disastro per il commercio di vicinato, in particolare per la moda. Abbiamo perso l’occasione per fare qualcosa di concreto per le imprese. E’ giusto ragionare sulla web tax, ma il dibattito si trascina da anni e il commercio aveva e ha bisogno di interventi urgenti. Migliaia di negozi rischiano di chiudere definitivamente i battenti tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo, con gravi ripercussioni sull’occupazione e sulla vita di tutti. Per questo ci appelliamo ai consumatori: dove possibile, scegliete un negozio di vicinato per i vostri acquisti, sostenete l’economia del vostro territorio”.