BUONI BENZINA: ESENZIONE FISCALE FINO 200 EURO PER IL 2022

Per il 2022, il datore di lavoro può erogare ai dipendenti buoni benzina o titoli equivalenti esenti da imposizione fiscale fino a 200 euro. Lo prevede il decreto Ucraina, ai fini del contenimento degli impatti economici dovuti all’aumento del prezzo dei carburanti. I buoni, possono essere cumulabili con l’eventuale buono benzina rientrante nel limite di esenzione riconosciuto dal TUIR per beni e servizi fino a 258,23 annui, con la conseguenza che il plafond massimo del 2022 per l’acquisto di carburanti può essere innalzato a 458,23 euro totali.

La misura calmieratrice

Per il solo anno 2022, i datori di lavoro privati hanno la possibilità di cedere a titolo gratuito buoni benzina o analoghi titoli per l’acquisto di carburanti e il valore dei buoni o altri titoli sono esenti da imposizione fiscale nel limite di 200 euro per ciascun lavoratore.

Il bonus carburanti ai dipendenti può essere riconosciuto ai lavoratori sotto forma di buoni e altri titoli equivalenti ed è previsto come misura “one shot” per il solo anno 2022 e per espressa previsione di legge, il valore fino a 200 euro non deve essere considerato al fine del raggiungimento del limite di esenzione di 258,23 annuo per i beni e servizi prestati ai sensi dell’art. 51, comma 3, TUIR.

L’importo è esente anche da un punto di vista previdenziale per effetto dell’armonizzazione delle basi imponibili.

In attesa di chiarimenti da parte dell’AE, si ritiene che stante la scrittura della norma, il bonus sia da considerarsi eventualmente aggiuntivo al riconoscimento di un ulteriore buono benzina nei limiti di 258,23euro e non vada ad “intaccare” tale limite.

Si ricorda che l’ultimo periodo del comma 3 dell’art. 51 del TUIR dispone un limite di rilevanza generale dei fringe benefits nell’ambito della formazione del reddito di lavoro dipendente, pari ad euro 258,23 annui.

Con la circolare n. 326/E del 23 dicembre 1997 l’amministrazione finanziaria ha fornito importanti indicazioni sull’ammontare e sui limiti, precisando che:

– se il limite viene superato nel corso del periodo di imposta, l’importo concorre integralmente alla formazione del reddito. Pertanto, il valore di 258,23 euro non opera come una “franchigia” esente da imposizione, bensì da vero e proprio limite assoluto oltre il quale l’intero benefit viene assunto a tassazione;

– tale limite è di carattere generale e vale, dunque, anche con riferimento ai beni che sono indicati nel comma 4 dell’art. 51, con riferimento ai quali, sono previsti degli specifici criteri di forfettizzazione;

– nel limite è da considerare anche l’eventuale misura di welfare prevista dal C.C.N.L. applicato (es. 200 euro previsti dal C.C.N.L. metalmeccanica industria);

– il limite di esenzione è sempre applicabile ed in presenza di più benefits determinati con criteri differenti, occorre procedere alla somma dei valori ottenuti e verificare il superamento della soglia;

– la verifica della soglia di esenzione va fatta tenendo conto di tutti i redditi percepiti, anche se derivanti da altri rapporti di lavoro eventualmente trattenuti nel corso dello stesso periodo di imposta;

– in sede di applicazione delle ritenute di acconto, il datore di lavoro in qualità di sostituto d’imposta terrà conto di tutti i valori che sono stati percepiti nel corso di rapporti intrattenuti con lui. Inoltre, se il lavoratore ha chiesto di conguagliare altri redditi di lavoro dipendente o assimilati, si dovrà tenere conto anche dei valori percepiti nel corso di altri rapporti;

– il sostituto d’imposta deve applicare la ritenuta nel periodo di paga in cui viene superata la soglia di 258,23 euro. Peraltro, qualora risulti chiaro che il valore del bene o del servizio supera 258,23 euro, in considerazione dell’intero periodo di imposta, la ritenuta andrà applicata sin dal primo periodo di paga.

L’eventuale cumulabilità

I buoni benzina o titolo equivalenti possono essere cumulabili con l’eventuale buono benzina rientrante nei beni e servizi fino a 258,23 annui con la conseguenza che il plafond massimo per l’anno 2022 per l’acquisto di carburanti può essere innalzato a 458,23 totali.

Si ritiene però fondamentale andare a rendicontare l’erogazione al lavoratore in modo separato nel LUL; in particolare con il cedolino paga di competenza, sarà necessario indicare:

– buono benzina ex art. 2 dl 21/2022 per il buono fino a 200 euro appena introdotto;

– beni e servizi art. 51, co.3, TUIR per l’eventuale altro buono benzina fino a 258,23

Riportare in un’unica voce il totale erogato senza la necessaria distinzione potrebbe comportare che il buono fino a 200 euro venga considerato ai fini del raggiungimento del limite dei 258,23 annui, con la conseguenza che l’intero importo erogato al lavoratore andrebbe oltre il limite di esenzione diventando pertanto totalmente imponibile.

Destinatari

In analogia con i beni e servizi fino a 258,23 stante l’espresso richiamo del legislatore (art. 51, comma 3, TUIR) e il mancato richiamo alla erogazione alla “generalità dei dipendenti o categorie di essi” utilizzato dal legislatore per i beni e servizi di welfare aziendale come requisito essenziale per l’esenzione, parziale o totale sia fiscale che previdenziale, si ritiene che il buono benzina o titolo equivalente possa essere riconosciuto anche al singolo lavoratore come trattamento “ad personam”.

La circolare 59/E del 2008 dell’Agenzia delle Entrate ha infatti chiarito che “Ai sensi del citato comma 3 dell’art. 51, peraltro, l’esclusione dal reddito opera anche se la liberalità è erogata ad un solo dipendente non essendo più richiesto che l’erogazione liberale sia concessa in occasione di festività o ricorrenze alla generalità o a categorie di dipendenti, fermo restando che se il valore in questione è superiore a detto limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito.

Al riguardo si ritiene che tale disposizione da una parte consente di continuare ad agevolare talune forme di liberalità in natura di modico valore offerte usualmente ai dipendenti (come quelle legate alle festività) e, dall’altra, non è lesiva degli interessi erariali in quanto resta vincolata al rispetto dei limiti dettati dall’articolo 51 del Tuir.”

La deducibilità in capo all’azienda

Sempre richiamando l’art. 51, comma 3, TUIR si ritiene che i bonus o titolo equivalenti siano deducibili integralmente ai fini IRES.

Per ulteriori informazioni contattare i nostri uffici. Tel. 0574 40291

LE PRINCIPALI MISURE FISCALI DEL DECRETO TAGLIA PREZZI

Di seguito le principali novità di carattere fiscale introdotte a seguito della pubblicazione nella G.U. del “Decreto Taglia-prezzi” che introduce le misure volte a contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina.

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CESSIONE CARBURANTI


Sul tema è disposto che, a decorrere dal 22 marzo 2022 e fino al trentesimo giorno successivo alla medesima data, le aliquote delle accise sulla benzina e il gasolio impiegati come carburante per autotrazione, di cui al D.Lgs. n. 504/1995 e successive modificazioni dei prodotti di seguito indicati sono rimodulate al ribasso.


Al riguardo si evidenzia che:

  • è stato pubblicato il D.M. 18 marzo 2022, con cui il Ministero dell’Economia e delle finanze ha previsto la riduzione delle predette aliquote di accisa applicate alla benzina, al gasolio e ai GPL usati come carburanti;

  • è previsto che i titolari dei depositi commerciali di prodotti energetici assoggettati ad accisa, nonché gli esercenti impianti di distribuzione stradale di carburanti hanno l’onere di trasmettere all’Agenzia delle Dogane, in modalità telematica, i quantitativi delle giacenze nei serbatoi sia alla data di entrata in vigore del decreto, sia alla data dei 30 giorni successivi all’entrata in vigore, in entrambi i casi entro il termine di 5 giorni (quindi entro il 28 marzo, con riferimento alle giacenze del 22 marzo, ed entro il 26 aprile, con riferimento alle giacenze del 21 aprile).

Al riguardo, si evidenzia che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha pubblicato la Circolare n. 11/2022 con la quale fornisce dei chiarimenti e le istruzioni operative in merito alla riduzione temporanea accisa sui carburanti e agli adempimenti correlati, ai fini della corretta applicazione delle disposizioni in questione;

  • in caso di mancata comunicazione dei dati di cui al precedente punto è applicata una sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da 500 euro a 3.000 euro;

  • è previsto per i titolari dei depositi fiscali e dei depositi commerciali l’obbligo di riportare nell’e-das l’aliquota dell’accisa applicata ai quantitativi dei prodotti energetici movimentati;

  • al fine di evitare manovre speculative, l’autorità del Garante per la sorveglianza dei prezzi si avvarrà della Guardia di Finanza, la quale avrà accesso informatico diretto ai dati comunicati dai titolari dei depositi;

Infine, con riferimento ai c.d. “buoni benzina”, è disposto che per l’anno 2022 l’importo del valore di buoni benzina ceduti a titolo gratuito da aziende private ai lavoratori dipendenti, nel limite di 200 euro per lavoratore, non concorre alla formazione del reddito.

MISURE A SOSTEGNO DELLE IMPRESE

Credito d’imposta in favore delle imprese per l’acquisto di energia elettrica


La disposizione prevede che per le imprese dotate di contatori di potenza disponibile di almeno16,5 kW è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 12% delle spese sostenute per l’acquisto energia elettrica effettivamente utilizzata nel corso del secondo semestre del 2022.


Il predetto beneficio:

  • è concesso a fronte della dimostrazione di spesa tramite le fatture di acquisto e dimostrando di aver subito un incremento del costo per kWh superiore al 30% rispetto al prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell’anno 2019;

  • può essere utilizzato esclusivamente in compensazione entro il 31 dicembre 2022 o, in alternativa, è cedibile per l’intero ammontare dalle imprese beneficiarie ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, senza facoltà di successiva cessione, salva la possibilità di due ulteriori cessioni solo se effettuate a favore di banche e intermediari finanziari iscritti all’albo;

  • non concorre alla formazione del reddito d’impresa nè della base imponibile ai fini Irap;

  • è cumulabile con altre agevolazioni similari, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto.

Con un provvedimento dell’Agenzia delle entrate saranno definite le modalità attuative della disposizione.

Credito d’imposta in favore delle imprese per l’acquisto di gas naturale


La disposizione introduce un credito d’imposta in misura pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto di gas naturale consumato nel secondo trimestre solare dell’anno 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici, a condizione che il prezzo di riferimento del gas naturale, abbia subito un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell’anno 2019.

Il predetto beneficio:

  • può essere utilizzato esclusivamente in compensazione entro il 31 dicembre 2022 o, in alternativa, è cedibile per l’intero ammontare dalle imprese beneficiarie ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, senza facoltà di successiva cessione, salva la possibilità di due ulteriori cessioni solo se effettuate a favore di banche e intermediari finanziari iscritti all’albo;
  • non concorre alla formazione del reddito d’impresa nè della base imponibile ai fini Irap;
  • è cumulabile con altre agevolazioni similari, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto.

Con un provvedimento dell’Agenzia delle entrate saranno definite le modalità attuative della disposizione.

MISURE A SOSTEGNO DELLE IMPRESE DEL TURISMO

Credito d’imposta in favore delle imprese turistiche sul secondo acconto IMU del 2021


A favore delle imprese turistico-ricettive, comprese le imprese che esercitano attività agrituristica, quelle che gestiscono strutture ricettive all’aria aperta, le imprese del comparto fieristico e congressuale, i complessi termali e i parchi tematici, inclusi i parchi acquatici e faunistici, è previsto un credito d’imposta nella misura del 50% dell’importo versato a titolo di seconda rata dell’IMU per il 2021, per gli immobili rientranti nella categoria catastale D/2 presso i quali è gestita la relativa attività ricettiva, a condizione che:

  • i relativi proprietari siano anche gestori delle attività esercitate;
  • i beneficiari abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel secondo trimestre 2021 di almeno il 50% rispetto al corrispondente periodo dell’anno 2019;
  • sia presentata un’autodichiarazione all’Agenzia delle entrate attestante il possesso dei requisiti necessari e il rispetto delle condizioni previste.

Al riguardo, i contenute, le modalità e i termini di presentazione delle predette autodichiarazioni, saranno stabiliti con provvedimento dell’Agenzia delle entrate.

La disposizione prevede, infine, che il credito d’imposta in questione:

  • può essere utilizzato esclusivamente in compensazione;
  • non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’IRAP.