L’APPELLO DI RISTORANTI, PUB E BAR FIEPET CONFESERCENTI: “AIUTATECI A RIMANERE APERTI, CONTENERE IL VIRUS UNA RESPONSABILITA’ COMUNE”

Contenere la diffusione del Covid-19 è una responsabilità comune e per evitare nuove restrizioni, che metterebbero ancora più in crisi le imprese, serve l’impegno di tutti: dei clienti, che devono rispettare le norme anti-covid, ma anche delle istituzioni, che devono predisporre protocolli chiari e sostegni certi alle attività in difficoltà.

È questo l’appello che lanciano, con una pagina a pagamento sul Corriere della Sera e su Repubblica di oggi, le imprese della somministrazione aderenti a Fiepet Confesercenti.

“Aiutateci a rimanere aperti”, si legge sul manifesto. “Bar, ristoranti e pub ce la stanno mettendo tutta per garantire la sicurezza di imprese e cittadini, ma per non fermare l’Italia serve l’impegno di tutti”. Da parte dei clienti, che devono rispettare le norme igieniche, di distanziamento e comportamentali indicate dall’autorità sanitaria; ma anche di Governo e Regioni, che devono predisporre non solo protocolli di sicurezza chiari e condivisibili, ma anche introdurre rapidamente aiuti adeguati e certi alle imprese in sofferenza, riducendo la burocrazia e semplificando l’accesso al credito.

Sostegni necessari per un settore già estremamente provato dalla crisi economica, dal lockdown e dallo smart working – commenta l’associazione – e su cui ora torna ad aleggiare l’incubo di nuove restrizioni. Solo l’annuncio di una nuova stretta su bar, pub, ristoranti e pizzerie ha fatto perdere nei giorni scorsi alle imprese della somministrazione il 20% del fatturato. Percentuale che nei prossimi 30 giorni, con la chiusura anticipata, salirà fino a valere circa 100 milioni di euro.

“La tutela della salute dei cittadini viene prima di tutto ma non è possibile penalizzare un settore che chiaramente non può essere la causa dell’impennata dei contagi: è necessario appellarsi alla responsabilità e al senso civico di tutti per arginare il contagio, pensando allo stesso tempo a come sostenere le imprese travolte dall’emergenza”, spiega il Presidente di Fiepet Giancarlo Banchieri. “In ballo ci sono migliaia di posti di lavoro, dei dipendenti ma anche degli imprenditori: bisogna salvare tutti, altrimenti il blocco dei licenziamenti sarà inutile. Servono aiuti immediati, ma anche strumenti per permettere alle imprese di affrontare il cambiamento imposto dal virus, con agevolazioni sul credito e sostenendo la riconversione delle attività”.

TITOLI DI CREDITO, “IL GOVERNO PROROGHI LA SCADENZA”

L’appello di Confesercenti e Confcommercio regionali

“Attualmente il periodo di sospensione scade il 31 agosto ma sarebbe auspicabile una proroga almeno al 31 dicembre. È quindi importante e urgente che la decisione del Governo giunga nei tempi più rapidi possibili, per dare la possibilità a molti esercenti di non subire l’ingiuria del protesto a causa di una situazione di cui essi non hanno nessuna colpa e nessuna responsabilità”

“Occorre evitare che i titoli di credito di qualunque natura, inclusi gli assegni, giungano a scadenza e, in caso di incapienza, siano origine di conseguenze a carico dell’ultimo anello della catena distributiva, ovvero le piccole e micro imprese commerciali al dettaglio”.

Così Confesercenti e Confcommercio Toscana intervengono su uno dei temi che maggiormente tocca tutti i settori soprattutto in questa fase.

“È un problema che affligge tutti i settori – fanno notare – con punte di altissima preoccupazione nel settore moda, dove gli effetti della chiusura obbligata dalla pandemia si traducono in magazzini pieni di merce invenduta e da pagare”.

“Il tema è all’attenzione sia delle Federazioni di settore che delle confederazioni nazionali, che già ad aprile hanno ottenuto una sospensione delle procedure per tutti i titoli di credito – sottolineano -. Successivamente era stato presentato un emendamento per prorogare fino a dicembre tale sospensione. Purtroppo, la dinamica dei lavori parlamentari ha impedito che l’emendamento venisse discusso ed inserito nella legge di conversione. Va anche ricordata l’incessante attività svolta dalle associazioni già dalle prime settimane di chiusura, a sostegno e risoluzione delle specifiche problematiche del comparto abbigliamento/moda”.

“Questo – continuano – non ha fermato l’azione delle confederazioni, che mantengono questo punto tra le richieste prioritarie che vengono costantemente poste all’attenzione del Governo e del Parlamento. Attualmente il periodo di sospensione scade il 31 agosto prossimo. È quindi importante e urgente che la decisione del Governo giunga nei tempi più rapidi possibili e con un allungamento del periodo di sospensione almeno fino al 31 dicembre 2020, per dare almeno la possibilità a molti esercenti di non subire l’ingiuria del protesto a causa di una situazione di cui essi non hanno nessuna colpa e nessuna responsabilità”.

“È una problematica che investe tutto il paese e tutti i settori economici – concludono – è per questo che si insiste a livello nazionale, perché gli unici che possono e devono dare risposte sono il presidente del consiglio Conte, il suo Governo ed il Parlamento. Ed è importante spingere, tutti insieme, perché la risposta arrivi rapidamente e nella direzione richiesta”.