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Fismo-Confesercenti su Saldi invernali: per il 47% dei commercianti intervistati vendite stabili

Sono stati analizzati dagli uffici Fismo-Confesercenti di Prato i dati relativi all’andamento dei saldi invernali 2010, provenienti da un campione di esercenti dislocati nel comune di Prato (Centro – Semiperiferia – Periferia) e in due comuni della provincia (Montemurlo – Poggio a Caiano). Il campione analizzato è stato suddiviso in 4 categorie merceologiche (Abbigliamento – Calzature – Accessori – Tessile per la casa).
In generale, nel confronto con i saldi invernali della stagione 2009, poco meno della metà degli esercenti interpellati (47 %) ha dichiarato che il volume delle vendite è sostanzialmente stabile: aumenta, invece, la percentuale degli intervistati che ha registrato un aumento, seppur limitato, pari al 30 %. Il rimanente 23 % segnala una stagione disastrosa, anche nel periodo dei saldi. Si conferma, rispetto agli anni passati, anche il maggior livello di tenuta delle vendite in centro storico, dove la stragrande maggioranza degli intervistati ha registrato un livello di vendite stabili o addirittura migliori.
I saldi, in sintesi, tengono ancora una volta. Quest’anno più che mai, hanno rappresentato un paracadute per attutire il mordente della crisi in atto, sia dal punto di vista dei consumatori, che hanno atteso le riduzioni di prezzo per fare i loro acquisti, sia per gli esercenti, che hanno utilizzato questo periodo per tirare un po’ il fiato. Rimane il dato di fatto che quella 2009/2010 sia stata una stagione deludente, soprattutto per i negozi della periferia e dei centri minori, rispetto al centro storico.
Da questa indagine è subito emerso un dato significativo: è in calo, rispetto agli anni scorsi, la percentuale di esercenti che non pratica saldi invernali, che si attesta al 9%. Tra gli esercenti che li hanno avviati, poi, cala ulteriormente rispetto allo scorso inverno la percentuale (il 20 %) che li ritiene inutili o che, pur ritenendoli necessari, dichiara che il loro inizio andrebbe posticipato di almeno 15 giorni (22 %).
Si conferma il trend di crescita registrato negli ultimi due anni relativamente alla percentuale di sconto applicata nella fase iniziale: la totalità degli esercenti interpellati hanno affermato di aver applicato fin dall’inizio una percentuale media di sconto superiore al 20 e quasi l’82% di loro ha iniziato subito con riduzioni di prezzo superiori al 30%.
Passato il periodo di lavoro extra per i saldi, l’attenzione degli operatori, ora, è tutta rivolta agli studi di settore: terranno conto della situazione di calo generalizzato delle vendite? Nei prossimi mesi, la soluzione del rebus… Sperando che sia positiva, perché aggiungere al danno anche la beffa, sarebbe davvero troppo!

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